«Investire in cultura, formidabile catalizzatore di promozione per la nostra città». E' la sfida già lanciata da Luca Mantellassi, presidente della Camera di Commercio di Firenze e ieri ribadita nel corso di un convegno nazionale organizzato neirauditorium di piazza dei Giudici dalla stessa Camera e dal Maggio Musicale. Oggetto specifico del convegno erano «le prospettive di investimento per le imprese» proprio in relazione alla istituzione musicale. Ma a spostare il tema sulla Fondazione per la cultura alla quale la stessa Camera di Commercio e il Comune stanno cercando di dare vita c'è voluto poco. Anche perché fra i relatori avrebbe dovuto esserci il sindaco, Leonardo Domenici, poi sostituito dall'assessore alla cultura Simone Siliani, e oltre a Mantellassi c'era anche il sovrintendente del Maggio Giorgio Van Straten. Tutti concordi nell'idea di realizzare al più presto la fondazione («i tempi tecnici non sono un problema» ha specificato Van Straten) tutti convinti che «non in soli termini turistici si parla» come ha specificato Mantellassi ma di «un patrimonio da recuperare per tutti i fiorentini, per rilanciare Firenze nel futuro e smettere di far vivere la città solo del suo passato». Il progetto per la Fondazione, lanciato da Mantellassi qualche mese fa in occasione della sua rielezione alla presidenza della Camera, sarà ufficialmente presentato il 15 ottobre nel corso dell'assemblea per il piano strategico. «Il Maggio Musicale ha insistito Mantellassi è un esempio eclatante di quanto gli imprenditori possono fare per la cultura e per cercare di capire come mai, nonostante la notevole qualità dell'offerta i finanziamenti privati sianao ancora largamente insufficienti». Una proposta su come utilizzare al meglio i fondi dei privati è quella di Van Straten: «Sostenere i costi di gestione e le spese fisse con il finanziamento pubblico e utilizzare invece le sponsorizzazioni per creare eventi. In questo modo anche i privati avrebbero maggiore visibilità e anche molte più garanzie». Certo all'estero le cose vanno diversamente visto che l'SO per cento dei finanziamenti per la cultura nei paesi anglosassoni, per esempio, arriva proprio dalle imprese. Basta citare il Royal Opera House Covent Garden di Londra che con un'attenta opera di fund raising ha raccolto 11,6 milioni di sterline, pari a 100,8 milioni di euro, grazie al contributo di 26 mila sostenitori. A casa nostra invece: il Maggio conta poco più di venti soci sostenitori privati (2500 euro l'anno) e basa il suo bilancio su 23 milioni di euro di contributi statali. Anche la nuova Fondazione rischia di nascere con un handicap: quello di «Firenze Mostre» oggi spa in grave deficit. «E' un problema inesistente sostiene Siliani con il bilancio 2005 il Comune ripianerà il milione dì euro dì debiti della spa, solo dopo sarà trasformata in Fondazione e potremo creare un consorzio, oppure fonderla con la nuova fondazione». Tutti d'accordo anche sul fatto che: a gestire la Fondazione non siano i «soliti» addetti ai lavori fiorentini (troppo coinvolti per decidere al meglio), ma i più accreditati esperti internazionali.
FONDAZIONE CULTURA Comune: un milione per risanare Firenze Mostre
Il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Luca Mantellassi, ha lanciato la sfida di investire in cultura per promuovere la città. Nel corso di un convegno nazionale, Mantellassi ha ribadito l'importanza di istituire una Fondazione per la cultura, che possa sostenere le imprese e rilanciare Firenze nel futuro. Il progetto per la Fondazione sarà presentato il 15 ottobre. Il Maggio Musicale ha sottolineato l'esempio di come gli imprenditori possano fare per la cultura e ha proposto di utilizzare i fondi privati per creare eventi e di sostenere i costi di gestione con il finanziamento pubblico.
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