«Siamo addolorati e indignati. Potremmo ricorrere al Tar contro il via libera alla lottizzazione e, se non bastasse, anche alla Corte europea». Il Comitato salviamo il Paiolo è duro contro il progetto del nuovo quartiere al Trincerone proposto dalla Pitentino e avallato dalla Regione. In un primo momento, sembrava che il Comitato, seppur a malincuore, si fosse rassegnato a vedere palazzi e strade nell'area verde davanti al nuovo ospedale, dove un tempo c'era il quarto lago di Mantova. «Ciliegi ha parlato solo a titolo personale» afferma Cristina Cardarello, presidente del Comitato salviamo il Paiolo, a proposito del commento conciliante rilasciato dal capogruppo di Forum in consiglio comunale all'indomani del via libera del Pirellone allo studio di impatto ambientale sul progetto della Pitentino. «Ciliegi - aggiunge la Cardarello - ci ha aiutati nella raccolta delle 10mila firme contro la cementificazione di quella zona, ha favorito il nostro incontro con Bottoli e con l'assessore De Togni ma non può parlare a nome del comitato (nelle Lettere vi è la sua nota ufficiale, ndr.)». E preannuncia le prossime mosse: «Stiamo valutando la possibilità di ricorrere al Tar, tanta gente è pronta ad una sottoscrizione per sostenere le spese legali. Siamo anche pronti a rivolgerci alla Corte europea tanta è la nostra determinazione contro quello che riteniamo un ennesimo scempio, assolutamente immotivato, all'ambiente. Ringraziamo chi ha firmato la nostra petizione perchè questo ci incoraggia nella nostra battaglia». La Cardarello entra nel merito della valutazione di impatto ambientale della Regione. «Una parte del cariceto sarà salva e il nuovo bosco si sposterà rispetto alla localizzazione iniziale; bene, ma abbiamo 10mila firme che dicono di non volere affatto questo quartiere. Che non è vero, come sostiene Bottoli, sarà al servizio dell'ospedale: nessuno del Poma gliel'ha chiesto. Quella è cementificazione e basta». L'ok del Pirellone consente alla società Pitentino di presentare i progetti per le opere di urbanizzazione: «Vediamo - replica la Cardarello -; noi non molliamo. Tant'è che siamo ancora in piazza a raccogliere le firme e la gente ci ringrazia». 15 novembre 2010