Dopo anni di attesa operai al lavoro da ieri. La cattedrale di Foggia è chiusa dall'ottobre del 2005, quando furono appaltati dalla Curia i lavori di restauro che prevedevano il rifacimento del tetto e la pulizia delle facciate. Gli interventi furono completati ma la cattedrale rimase comunque inagibile: i lavori avevano infatti evidenziato gravi problemi perla copertura, con la lanterna compromessa, lesioni e problemi alla Cripta dell'Iconavetere. Dal 2008 le istituzioni si sono mosse per reperire fondi. I lavori partiti ieri prevedono un primo investimento di 4milioni di euro FOGGIA Il cantiere per il recupero funzionale e architettonico della cattedrale è stato aperto. Le imprese Crea srl di Forlì e Lorenzoni Restauri di Polignano, che hanno vinto la gara d'appalto bandita dal ministero per i Beni culturali (Mibac), hanno avviato i lavori che dovrebbero durare due anni. L'obiettivo, però, è di poter riaprire la cattedrale gradualmente per sezioni. L'intervento costerà 4 milioni: 3 milioni sono stati recuperati dal sindaco di Foggia Gianni Mongelli, che ha inserito il progetto nella programmazione di Area Vasta; milione è stato stanziato dal ministero su sollecitazioni del presidente della Provincia, Antonio Pepe. Due mesi fa sono stati sbloccati altri 500mila euro di un vecchio finanziamento regionale ma non è stato ancora deciso come utilizzarli. Ieri mattina il grande portale della cattedrale era aperto: una ditta di trasloco stava imballando e trasferendo altrove l'intero arredamento, comprese le opere custodite all'interno. Sarà indispensabile anche per l'arredamento un intervento conservativo per il quale però al momento non ci sono risorse sufficienti. Altare, pulpito, mosaici, arredi, sono stati danneggiati dall'incuria, dalle infiltrazioni d'acqua, dall'umidità e dai piccioni che hanno avuto vita facile grazie all'apertura nel tetto. Tra lunedì e martedì, non appena l'ufficio comunale rilascerà l'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico, gli operai delle imprese monteranno una grande impalcatura che ingabbierà tutta la cattedrale. «La parte più importante e complessa dei lavori riguarda il rifacimento del manto della copertura che sarà completamente smantellata spiega Pippo Cavaliere, uno dei due responsabili del procedimento . Sarà condotta un'indagine diagnostica delle capriate in legno per capire il loro stato di consistenza e decidere su quali intervenire per salvarle e su quali non sarà possibile. Infine la copertura, che sarà rifatta integralmente». La Chiesa della Beata Maria Vergine Assunta in cielo, questo il nome della cattedrale, ha un grande nemico: le infiltrazioni. Per questo, spiega Cavaliere, «ci sarà un nuovo sistema di raccolta delle acque piovane». Sarà restaurata completamente la lanterna, ci sarà il risanamento conservativo delle volte in incannicciato, e il ripristino della cripta dell'Iconavetere divorata dall'umidità. «Indispensabile anche il consolidamento di alcuni pannelli murari. Quello frontale presenta delle lesioni importanti», sottolinea il responsabile del procedimento. Per gli interventi conservativi degli arredi bisognerà troverà nuove risorse. Dovrebbero arrivare dalla raccolta lanciata dall'arcivescovo, Francesco Pio Tamburrino. Mentre gli impianti di riscaldamento e illuminazione saranno realizzati con le risorse destinate all'otto per mille. A vigilare sui lavori, sulla loro realizzazione e sui tempi, un pool di professionisti: la direzione tecnica dei lavori è stata affidata dal Mibac a Nunzio Tomaiuoli, soprintendente per i beni architettonici; oltre a Cavaliere l'altro responsabile del procedimento è il direttore regionale del Mibac, Ruggero Martines. La partenza dei lavori di restauro della Cattedrale era molto attesa, dopo anni in cui era calato il silenzio e il disinteresse da parte delle principali istituzioni civili e religiose. Lo stesso critico d'arte Vittorio Sgarbi un anno fa in visita a Foggia era riuscito a visitare la cattedrale chiusa a tutti da anni, sostenendo che sarebbero bastati alcuni milioni di euro per riaprirla e salvarla dal degrado e dall'abbandono in cui versava. Resta aperta la ferita del teatro comunale Umberto Giordano. E' trascorso un altro mese ma nulla è accaduto: il Giordano è ancora chiuso e l'impresa non ha concluso i lavori.