Grazie al Rotary saranno catalogati quelli all'esterno delle case NOVARA. L'Italia ha notoriamente il più grande patrimonio artistico del mondo. Un patrimonio fatto non soltanto di grandi monumenti, ma anche di tante piccole opere disseminate sul territorio. È il caso degli affreschi che in passato nelle comunità rurali, specie quelle montane, era usanza commissionare sui muri esterni delle case, ritraenti quasi sempre soggetti sacri (numerosissimi ad esempio nelle valli dell'Ossola gli ex voto dedicati alla Madonna di Re).Affreschi che però col tempo sono andati scomparendo, aggrediti dagli agenti atmosferici o addirittura cancellati con una mano di vernice. Ma ora c'è un progetto che punta alla rivalorizzazione di questo straordinario patrimonio, promosso dai Rotary di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta con il patrocinio dei Ministeri per i Beni e le attività culturali e dell'Istruzione e, a livello locale, Provincia, Comune e Associazione industriali di Novara. L'obiettivo è quello di censire capillarmente la presenza di questi affreschi sul territorio di novarese con la collaborazione delle scuole, invitate a mappare ognuno di essi attraverso una scheda messa a punto con la Soprintendenza, cosa che per i ragazzi più piccoli potrà anche diventare un gioco, come una caccia al tesoro. «In ogni borgo ci sono almeno 10 o 15 di questi affreschi, e in montagna anche di più - ha detto Giovanna Mastrotisi, presidente della sotto commissione arte e beni culturali del Rotary -. Diventa urgente schedare il patrimonio, per conservarne almeno la memoria». Particolare attenzione sarà poi riservata, visto il prossimo anniversario del 150esimo dell'Unità d'Italia, a targhe, lapidi ed epigrafi di periodo risorgimentale. «Incentivare gli studenti ad adottare il patrimonio e ad averne cura è fondamentale, perché significa amare la propria terra», ha detto il presidente della Provincia Diego Sozzani, mentre per il prefetto di Novara Giuseppe Amelio «senza la collaborazione e la condivisione dei cittadini è impossibile salvaguardare un patrimonio così vasto come quello italiano, e in tal senso la formazione scolastica è necessaria». Nelle due province sono coinvolti i Rotary Club Pallanza-Stresa, Borgomanero-Arona, Orta san Giulio, Novara e Val Ticino Novara. A partecipare al progetto sono state invitate tutte le scuole di ogni ordine e grado, che per comunicare la propria adesione hanno tempo fino al 30 novembre.