Il presidente della Provincia di Perugia Guasticchi: questo caso ha mostrato un approccio intelligente alla tutela dei siti storico-religiosi Piandarca è stato salvato dall'invasione dei pannelli fotovoltalci, ma adesso riuscirete a valorizzare il prato di San Francesco? Stiamo lavorando - ci risponde il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, che ha guidato l'opposizione al progetto del parco solare - per valorizzare l'intero patrimonio francescano, compreso quello "minore", non meno importante delle grandi testimonianze storiche e artistiche di Assisi. La Provincia vuole assumersi il coordinamento di area vasta: servirà a mettere in rete tutti i siti francescani. C'è unità di vedute a livello istituzionale? Il caso Piandarca ha dimostrato che, almeno a livello di Provincia e Regione, esiste un'attenzione all'interesse pubblico e a rendere fruibile un patrimonio religioso che ha un grande valore culturale, che rappresenta radici comuni. Mi pare un approccio intelligente e incora ante della politica a questi problemi. Fissiamo un obiettivo. Dobbiamo aumentare le giornate di permanenza dei turisti in questo territorio. Oggi, in media, si visita l'area per due giorni; diversificando l'offerta si può fare di più e meglio. L'offerta turistica attuale delle terre francescane è all'altezza degli standard del mercato turistico? Dopo i terremoti che hanno colpito l'Umbria i Comuni hanno lavorato molto e bene e oggi i nostri borghi sono dei gioiellini. Chiunque visiti Torgiano, per fare un esempio, se ne rende conto. Offriamo uno scenario unico, con una ricettività all'altezza, non esiste un solo centro degradato. E, soprattutto, si continua a investire: pur non avendo competenze specifiche, anche il bilancio della Provincia ha destinato delle risorse agli interventi sui centri storici. Quali sono gli investimenti di cui va più fiero? La valorizzazione del Lago Trasimeno e la creazione dei comprensori sciistici dei monti Sibillini, di Montecucco e Valtorba. Abbiamo riportato gli sciatori sugli Appennini: sessanta chilometri di piste per il fondo, ricavati coordinando Comunità montane e comunanze agrarie. Sull'isola Polvese, abbiamo creato un centro federale di vela e di surf nonché campi di calcio ecosostenibili. E pensare che si trattava di un'area abbandonata. Quanto pesano i vincoli di finanza pubblica sul rilancio dell'industria turistica? Non è un periodo felice, ma proprio per questo chiediamo ai Comuni non imbarcarsi in politiche turistiche autonome: mai come ora è necessario unire le forze e fare sistema.