Diana de Feo è Senatrice del Pdl Caro direttore, a proposito di Pompei, l'archeologo inglese Andrew Wallance Hadrill, nell'intervista al Corriere del Mezzogiorno, dice cose di grande buonsenso: «Potrebbero essere spesi decine di milioni e il sito non rimanere protetto, perché le case non erano fatte per durare in eterno, stiamo cercando di ottenere da loro più di ciò per cui esse erano state costruite. Le critiche, aggiunge, sono state «facili e ingiuste». Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, massima autorità nel settore dell'archeologia, professor Andrea Carandini, in una intervista al Giornale, dopo aver ricordato che la Schola Armaturarum era stata bombardata nel'43, ristrutturata negli anni '50, sotto la storica soprintendenza di Amedeo Maiuri, subendo un restauro incompatibile; pesante cemento armato del solaio, poggiato su mura antiche afferma: «Non è successo niente di grave, la struttura costruita nel secolo scorso era una superfetazione, un mostro architettonico, le uniche opere autentiche sono quelle della parte inferiore della Domus che ha resistito, il resto era falso. Il ministro Bondi «non c'entra niente». La soprintendente Jeannette Papadopolus ha dichiarato: «Il crollo non era prevedibile». Di questi autorevoli giudizi, stampa e televisione hanno tenuto poco conto, io, che sono una giornalista prestata al Senato, ho voluto compiere una piccola inchiesta per sapere cosa era stato fatto a Pompei negli ultimi due anni, quelli in cui avevano lavorato due commissari governativi; il prefetto Renato Profili e il dottor Marcello Fiori. Ecco il lungo, sorprendente, elenco degli interventi di conservazione effettuati: Lavori di consolidamento di due grandissimi complessi, il «Tempio di Venere» e le «Terme Stabiane», lavori di messa in sicurezza della «Casa dei Misteri», della «Casa dei Pigmei», della «Casa dei Gladiatori» (che non è la schola crollata), della «Casa dei Quadretti teatrali», di quella di «Trebio Valente» della "Domus di Marco Lucrezio», della «Casa del Larario del Sarno», della «Casa del Moralista» del «Termopolio» di Vitruvio Placido, delle Case dei «Casti amanti» e di Giulio Polibio, del Lupanare. La Palestra Grande e il Teatro Grande sono stati restaurati. Stanno per ultimarsi i lavori delle case «dei Vettii» di Obelio Firmo e di Paquio Proculo, e le opere di sostegno del costone meridionale della Regione ottava. Vengono attualmente sostituiti con piattabande in legno i pesanti architravi in cemento armato, sono aperti, su tutti i 50 ettari scavati, dei circa 70 cantieri di emergenza e manutenzione nei 1500 edifici della Città. Da notare che i lavori vanno eseguiti progressivamente, perché sarebbe impensabile chiudere Pompei ai visitatori per anni e anni. Se i titolari del Mibac che hanno preceduto Bondi, avessero fatto solo la metà di quanto è stato realizzato dai soprintendenti e dai commissari governativi in così breve tempo, ora a Pompei vi sarebbero molti problemi in meno. A me pare di poter concludere che l'attacco a Bondi è strumentale e pretestuoso, non ha basi scientifiche ed è senza precedenti. Mai era venuto in mente a qualcuno di presentare mozioni di sfiducia nei confronti dei suoi predecessori, quando sono crollate le Mura Aureliane, o Bastioni di Lucca, quando si sono avuti crolli e smottamenti al Palatino o alla Domus Aurea o è venuta giù la Cupola della Cattedrale di Noto.
A proposito di Pompei
Diana de Feo, senatrice del Pdl, ha parlato di Pompei in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno. L'archeologo inglese Andrew Wallance Hadrill ha detto che le case non erano fatte per durare in eterno e che le critiche sono state ingiuste. Il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini, ha affermato che la struttura costruita nel secolo scorso era un "mostro architettonico" e che le uniche opere autentiche sono quelle della parte inferiore della Domus. Il ministro Bondi è stato criticato per non aver fatto abbastanza per la conservazione di Pompei.
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