Dopo la proposta di Carandini di un sindaco-gestore "Gli archeologi collaborino con un manager cui va affidata la gestione del sito, che sarà una sorta di sindaco della vecchia Pompei». La proposta organizzativa che il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, Andrea Carandini, lancerà oggi a Florens 2010 per la città vesuviana (anticipata ieri dal «Corriere della Sera») non piace all'attuale sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio. «Date più poteri al sindaco che c'è già senza cercarne uno nuovo», afferma D'Alessio. Che propone un'altra ricetta: «Bisognerebbe dare, invece, maggiori competenze agli enti locali per la cura del sito archeologico. A noi, invece, viene soltanto chiesto di spendere soldi per la gestione ordinaria: ci occupiamo dei rifiuti, della sicurezza, delle strade, ma mai del sito archeologico». Il sindaco è d'accordo, invece, con Carandini quando questo afferma che «la tutela tecnica dei beni conservati negli scavi va affidata ai soprintendenti». Sulla ricetta organizzativa da adottare non rilascia alcuna dichiarazione Jeannette Papadopoulos, il soprintendente ad interim di Napoli e, quindi, anche del sito di Pompei. Al sindaco risponde Giuseppe Proietti, membro del comitato dei saggi, chiamato a supporto del sovrintendente Papadopoulos. «Non è del tutto vero, come crede il sindaco di Pompei afferma Giuseppe Proietti che l'amministrazione comunale non tragga dei vantaggi dagli scavi archeologici. Non ci sono soltanto degli onori, ma anche dei benefici. Come, ad esempio, gli introiti che derivano dalle attività commerciali ed economiche che gravitano intorno agli scavi. In nessun Paese europeo, d'altra parte, i siti archeologici di questa rilevanza non vengono gestiti. dallo Stato. Pompei è uno dei tre grandi tesori dei nostri beni culturali insieme all'area di Roma e al polo museale fiorentino: è importante che resti in mano allo Stato».
Pompei divisa tra Stato e Comune
Il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, Andrea Carandini, ha proposto una ricetta organizzativa per la gestione del sito archeologico di Pompei. Secondo Carandini, il sindaco-gestore dovrebbe essere un manager che gestisca il sito. L'attuale sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, non è d'accordo con questa proposta. D'Alessio propone invece di dare maggiori competenze agli enti locali per la cura del sito archeologico. Il sindaco è d'accordo con Carandini sulla tutela tecnica dei beni conservati negli scavi, ma non sulla gestione organizzativa. Il soprintendente ad interim di Napoli, Jeannette Papadopoulos, non ha espresso una dichiarazione sulla ricetta organizzativa.
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