Anche nel 2011 l'albergo continuerà l'attività in attesa di essere messo in vendita dal Comune Venderlo o non venderlo. O darlo ancora in gestione? E se nel frattempo si ristrutturasse? Sono alcune delle domande che si sta ponendo l'amministrazione comunale su Santa Croce in Fossabanda, la "casa per ferie" che di fatto è un albergo. «La giunta comunale - spiega Andrea Serfogli, assessore al patrimonio - ha deliberato una proposta di alienazione del bene che poi dovrà passare al vaglio del consiglio comunale». In pratica, la proposta è quella di vendere, «ma non di svendere» precisa subito l'amministratore che ha dato mandato agli uffici di fare valutare il bene che «si aggira fra 8 e 9 milioni». E le voci di un possibile cambio di proprietario di Santa Croce ha messo la pulce nelle orecchie di qualche imprenditore al punto che Serfogli può affermare che «si sono fatte avanti manifestazioni d'interesse», ma senza svelare chi sta dietro. E qui è il punto: visto che qualcuno vorrebbe comprare e alla fine dell'anno si chiude la gestione della Copisa, Santa Croce resterebbe vuota e chiusa. «Ma non è quello che vogliamo - continua Serfogli - perché questa struttura di così alto valore architettonico e storico, se dovesse svuotarsi andrebbe incontro al degrado e, di conseguenza, ad un deprezzamento» La soluzione sarebbe una nuova gara d'appalto in modo che la struttura continui a lavorare. «Il nostro interesse - aggiunge Serfogli - è che la struttura il 1 gennaio continui la sua attività ed è per questo che stiamo predisponendo gli atti di gara per una gestione breve di un anno probabilmente rinnovabile per un altro anno». In questo periodo, l'amministrazione potrebbe lavorare ad una valorizzazione del bene da una parte disponendo un regolamento urbanistico che trasformi la tipologia di Santa Croce in Fossabanda dall'attuale "casa per ferie" ad albergo e dall'altra ad un'ebentuale ristrutturazione del bene costituito da 67 camere di cui 14 senza bagno. Inoltre, è una struttura senza ristorante. Questi handicap, se rimossi, potrebbero fare alzare il prezzo del bene. Intanto, la Copisa, che gestisce la struttura, aveva chiesto al Comune una riduzione dell'attuale canone d'affitto (di circa 500 mila euro l'anno) perché quel contratto stipulato nel 2003 (dopo essersi aggiudicato l'appalto) è diventato troppo oneroso. «In questi anni - spiega Antonio Di Marcantonio, presidente della Copisa - sono nati alberghi a quattro stelle e attraverso internet si possono prenotare le camere a prezzi più bassi del 2003. Pisa è una città la cui offerta alberghiera è diventata low cost e con questa realtà dobbiamo confrontarci. Per questo motivo abbiamo chiesto una riduzione del canone». Proprio le spese di gestione e i minori ricavi hanno costretto Copisa ad una disdetta anticipata della gestione che terminerà il prossimo 31 dicembre. In ballo ci sono anche i posti di lavoro. In tutto 16 che, secondo la clausola del precedente bando, dovrebbero essere assunti dalla nuova gestione.