Il Comune convoca enti locali, Arpa, Asl e Politecnico "per affrontare le lacune normative" Bonifica nel mirino: "Il certificato di collaudo non cè" «Nessun certificato di collaudo della bonifica», nemmeno «parziale». Perché nellinchiesta sul cantiere Calchi Taeggi è emerso che «alcune costruzioni sono iniziate senza la rimozione dei rifiuti sottostanti». Diventa sempre più nitido il quadro in cui la procura di Milano imputa a cinque indagati pesanti accuse nella gestione del risanamento dellex cava di via Bisceglie. Mercoledì scorso è scattato il sequestro durgenza dellarea di 300mila metri quadrati. Due giorni più tardi il gip Cristina Di Censo ha convalidato il provvedimento, sostenendo anche che «sembra evidente dai primi accertamenti la responsabilità dei soggetti indagati»: i due procuratori speciali delle società committenti, il responsabile dellArpa e due funzionari di Palazzo Marino tra cui la «responsabile del procedimento di bonifica per il Comune, a piena conoscenza fin dallorigine della pericolosità dei rifiuti interrati nella cava». Il gip sottolinea, poi, come vada «rimarcato il dato di lapalissiana evidenza che, se non ci fossero rifiuti, non sarebbe stata necessaria lapposizione di un numero così elevato di pali per il raggiungimento del terreno sottostante e si sarebbe potuto dar corso a fondamenta classiche in terreno solido». Non solo. Nella convalida di sequestro anche il gip rafforza la tesi del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paola Pirotta sul fatto che i 5 indagati avrebbero commesso i reati «in concorso con altre persone ancora da individuare». Intanto il Comune ha già fissato il primo incontro del «tavolo di confronto» con tutti gli enti locali, Arpa, Asl e Politecnico avviato dallassessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, sul tema bonifiche. «La prossima settimana probabilmente ci sarà la prima riunione. Ne ho informato anche la Procura» ha annunciato Masseroli durante la seduta della commissione Urbanistica di Palazzo Marino. Interpellato dal consigliere Basilio Rizzo, della Lista Fo, riguardo al problema delle aree di Bisceglie, lassessore ha spiegato di aver deciso «di avviare un tavolo di lavoro con tutti gli attori istituzionali, e con il Politecnico come riferimento tecnico, per entrare nel merito del tema bonifiche». Dopo i casi Santa Giulia e Calchi Taeggi, Masseroli ha sottolineato che «questi casi scoppiano perché ci sono aree ex industriali che si ritiene di non lasciare al degrado in eterno ma di riconsegnare alla città con nuove funzioni». Questo avviene attraverso il passaggio della bonifica, che presenta però, «dal punto di vista normativo e procedurale, delle lacune». Per affrontarle, di fronte a «due indagini note, altre non so», ha detto lassessore, «mi sono assunto la responsabilità, che in parte è mia in parte no, di costituire un tavolo, e di questo ho avvisato la Procura». Per Rizzo: «Sulla vicenda di Calchi Taeggi lassessore nei giorni scorsi ci ha messo la faccia, assumendo una posizione con cui ci ha ricordato anche che un assessore allAmbiente non cè. O meglio cè, ed è il sindaco».