Secondo i democratici serve maggiore manutenzione La Villa medicea come "La casa del Gladiatore" di Pompei. Il rischio, secondo il Pd di Poggio a Caiano c'è eccome. Basta affacciarsi al cancello della splendida costruzione rinascimentale per rendersene conto. Incuria e fatiscenza. Un'immagine ben lontana da quella che i poggesi più anziani ricordano. «La gran quantità e la gran qualità dei beni culturali è una ricchezza assoluta che rischia anche nella nostra provincia di segnare qualche fallimento - spiegano in un comunicato congiunto il segretario poggese Francesco Puggelli, il consigliere comunale Giacomo Mari e il segretario del circolo Pd di Poggio Alessandro Formichella - Stiamo parlando della Villa Medicea di Poggio a Caiano, della sua architettura, dei suoi giardini, che periodicamente si trovano in forte degrado, dovuti al taglio continuo alla cultura e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale italiano. Basta accederci e vedere, dal fronte nord dell'edificio dove è evidente la caduta di intonaco, ai giardini e all'incuria». La residenza voluta da Lorenzo il Magnifico appartiene alla Soprintendenza e dunque allo Stato, il principale imputato in questo processo dei Democratici poggesi: «Il Governo e il Ministero sembrano ricurvi ormai nell'incuria assoluta di questo grande patrimonio. Sono necessari per Poggio e la sua Villa Medicea lavori di conservazione e restauro, impegni finanziari ed economici diretti oltre ad una maggior collaborazione con gli enti locali che oggi vanno coinvolti per una effettiva promozione e valorizzazione turistica "sul campo"». E.B.
POGGIO A CAIANO. Il Pd lancia l'allarme sulla Villa Si rischia di fare come a Pompei
La Villa Medicea di Poggio a Caiano, un patrimonio culturale italiano, è in stato di degrado dovuto all'incuria e alla mancanza di manutenzione. I democratici di Poggio a Caiano sostengono che il governo e il ministero sono responsabili di questo stato di degrado e chiedono lavori di conservazione e restauro, impegni finanziari ed economici diretti e una maggiore collaborazione con gli enti locali per promuovere e valorizzare la villa. La villa appartiene alla Soprintendenza e dunque allo Stato, il principale imputato in questo processo. I democratici chiedono azioni concrete per salvare la villa e promuovere la sua valorizzazione turistica.
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