Polemiche anche su Facebook per la demolizione di alcune cantine in via Botero Filmati in rete per denunciare "la distruzione di un sito romano": ma i muri sono dellOttocento Un attacco alla soprintendenza ai Beni archeologici sferrato a colpi di post e con un filmato, tra Facebook e Youtube, con laccusa di «fare a pezzi la nostra storia», al grido di «maledetti cosa avete fatto. Fermiamoli finché siamo in tempo», per tacere di altri insulti. E la direttrice degli uffici di piazza San Giovanni Luisella Pejrani che prende carta e penna e scrive ai carabinieri, affinché «pongano fine alla diffamazione». Succede anche questo nei tristi giorni della caduta di Pompei. Peccato che in questo caso si sia fatto tanto rumore per nulla, scambiando macerie di cantine ottocentesche per resti romani. Macerie che sono emerse nel cantiere in via Botero angolo via Garibaldi proprietà di Pirelli Re. Al momento è in corso unindagine per verificare la possibilità di ricostruire un isolato bombardato nel 1942, già adibito a parcheggio di superficie, in cui sorgerà un nuovo edificio. «È una situazione sotto controllo, che sto seguendo da questestate, quando i proprietari hanno iniziato i lavori - dice Pejrani - Manca ancora un progetto definitivo, proprio perché i responsabili, dopo unindagine storica e la bonifica bellica, hanno voluto attendere il nostro responso. Certo, se avessimo trovato lì sotto un anfiteatro romano, avremmo fermato il cantiere, ma questo non è successo, non è emerso nessun pezzo antico, nemmeno medievale». Larcheologa spiega che da subito si sono rintracciate le strutture intricate delle cantine del palazzo distrutto, che sono state svuotate. «Guardi, qualcuno ha iniziato a filmare le ruspe dal balcone della casa davanti ed è partito questo attacco. Almeno si fossero informati prima, avremmo loro spiegato che noi siamo tenuti a conservare gli oggetti che hanno un valore museale, non certo gli avanzi di cantine che non possono risalire a prima del Sette o Ottocento». Difficilmente, secondo Pejrani, emergeranno sorprese: «Mi sembra di rivivere lincubo del periodo preolimpico, quando durante gli scavi per i parcheggi sotterranei in piazza San Carlo e piazza Vittorio noi della soprintendenza siamo stati accusati di essere degli incapaci. Se si dovesse bloccare un cantiere per ogni avanzo di cantina trovato, la città si sarebbe fermata».