Caro Augias, siamo studenti del terzo anno del Liceo classico "Adolfo Pansini" di Napoli. In questi giorni ci stiamo chiedendo che senso hanno i nostri studi se le principali testimonianze greche e romane sono destinate a ridursi ad un cumulo di macerie. E' di questi giorni il crollo della Casa dei Gladiatori, in una delle zone più visitate degli scavi di Pompei, la via dell'Abbondanza. Ma l'unica cosa che "abbonda" sembra l'indifferenza! Il Presidente Napolitano ha affermato che questa è una vergogna per l'Italia. Non si può pretendere di gestire un'area archeologica come Pompei solo con interventi straordinari, quando è da decenni che mancano piani ordinari di manutenzione. Di fronte a tanto degrado bisogna individuare le responsabilità per affrontare l'emergenza e per evitare altri episodi in futuro. E' ciò che si è fatto nei dibattiti di questi giorni. Ma bisogna individuare soprattutto i provvedimenti da adottare, di cui invece poco abbiamo sentito parlare. Non torneranno certo i gladiatori a riparare i danni! Esigiamo attenzione e investimenti per la difesa del territorio e dei monumenti. Lo esigiamo con rabbia e con dolore proprio perché a scuola approfondiamo lo studio delle civiltà e delle lingue classiche. Ma lo esigiamo soprattutto come cittadini di un paese civile, la cui Costituzione sancisce la "tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione". Gli studenti della III liceale sez. B Liceo Classico Statale "Adolfo Pansini" - Napoli Lodevole la lettera che, se leggo bene, è partita spontaneamente dagli allievi del liceo napoletano senza spinte dall'alto. Al suo interno ho colto la parola 'responsabilità' che merita una piccola nota. Il ministro Bondi si è difeso, con qualche goffaggine, dicendo che lui non ha colpa nel crollo rovinoso di Pompei. Nessuno è così fazioso da pensare che Bondi sia il colpevole, il solo colpevole, del disastro. Ugualmente però al ministro si possono fare due osservazioni che spero lo facciano riflettere. La prima è che la colpa è una cosa la responsabilità un'altra. Se lui non è il solo colpevole, è certamente (in questo momento) il responsabile. Per questo lo teniamo lì, dopo doveroso giuramento, con tanto di appannaggio, strumenti, personale. Che poi Bondi faccia anche il cosegretario di partito è cosa che non ci interessa. Ricordo che nel 1977 il ministro Vito Lattanzio dovette dimettersi quando Kappler evase dall'ospedale del Celio. Neanche lui era colpevole, era però responsabile. Secondo: fare il ministro dei Beni Culturali in Italia è cosa da far tremare. Ci vuole competenza, ci vuole passione. Sandro Bondi dà purtroppo l'impressione di non avere né l'una né l'altra cosa. Forse è solo un'impressione. Ma se lo è, per cortesia, lo dimostri.
Le responsabilità di Bondi a Pompei
Studenti del Liceo classico "Adolfo Pansini" di Napoli hanno scritto una lettera esprimendo la loro delusione e rabbia per il crollo della Casa dei Gladiatori a Pompei. Il Presidente Napolitano ha definito l'evento una vergogna per l'Italia, ma i studenti chiedono di individuare le responsabilità e di adottare provvedimenti per la difesa del territorio e dei monumenti. Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, si è difeso, ma i studenti lo criticano per la sua mancanza di competenza e passione. I studenti chiedono che Bondi sia responsabile per il crollo e che sia dimesso. La lettera è stata scritta spontaneamente dagli studenti senza spinte dall'alto.
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