Italia Nostra e le associazioni rilanciano il parere del Comitato dei Beni Culturali. Alemanno: "Relazione tardiva" «Il parere di Portoghesi arriva fuori tempo massimo e non è vincolante». Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno risponde così alla relazione presentata dal comitato scientifico del ministero dei Beni Culturali, presieduto da Paolo Portoghesi, nella quale si invita la Soprintendenza a salvaguardare le Torri costruite oltre cinquantanni fa da Ligini e Cafiero al posto delle quali dovrà sorgere un immobile progettato dallarchitetto Renzo Piano. Insorge Italia Nostra che ha scritto una lettera al ministro Bondi e al sottosegretario Francesco Giro. E si mobilita il coordinamento dei comitati dellEur che ha inviato due diffide, una sullamianto per non ripetere un altro "caso Velodromo" e una sulla tutela degli edifici. «Il parere non è tardivo e Alemanno è male informato - spiega Cristina Lattanzi del Coordinamento dei comitati dellEur - Ancora deve essere istruita la pratica per la demolizione e la ricostruzione. E comunque il Comune non può non richiedere il nulla osta per consentire di demolire edifici che sono "bene culturale" ope legis, a norma del Codice dei Beni Culturali». Essendo passati più di 50 anni dalla costruzione delle Torri in una zona classificata come Città Storica non si può intervenire senza il parere della Soprintendenza statale. Oltre a minimizzare la relazione del comitato del Mibac, il sindaco aggiunge: «Il progetto di Renzo Piano è stato accettato dalla precedente giunta, varato e portato in Consiglio comunale più volte. Abbiamo esaminato lopera, ottenuto alcune modifiche e mi sembra che sia un gioiello che si inserisce perfettamente tra la Nuvola di Fuksas e il laghetto». Reagiscono i comitati. «Le Torri ora sono senza facciate, perché sono stati interrotti i lavori di manutenzione straordinaria iniziati con una Dia quando il progetto di sostituirle con ledificio di Piano, voluto dalla giunta Veltroni, era stato bocciato ancor prima di arrivare in Consiglio comunale e poi in seguito è stato stralciato dal Prg». Dunque, il progetto non è stato approvato dalla precedente giunta, ma riesumato dallallora commissario Morcone. Ed è passato una sola volta per lAssemblea capitolina, lo scorso maggio. «In campagna elettorale Alemanno aveva dichiarato di essere assolutamente contrario» continua il Coordinamento «non cè stata nessuna variante sostanziale ma solo marginali correzioni che non giustificano questo cambio di giudizio». E mentre Italia Nostra chiede al ministero di intervenire con urgenza per vincolare le Torri, i consiglieri comunali dopposizione, Athos De Luca, Gemma Azuni e Andrea Alzetta chiedono al Campidoglio di rimettere in discussione il progetto perché, dicono, «la cultura del cemento che si vuole portare allEur dovrà fare i conti con la volontà di tutela del Ministero, condivisa dalla maggioranza dei cittadini del quartiere».
"Eur, salvate le Torri", il fronte sallarga ma ora il sindaco difende il progetto Piano
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha risposto alla relazione del Comitato dei Beni Culturali, che ha inviato una lettera al ministro dei Beni Culturali e al sottosegretario Francesco Giro, in cui si invita la Soprintendenza a salvaguardare le Torri costruite oltre cinquantanni fa da Ligini e Cafiero al posto delle quali dovrà sorgere un immobile progettato dallarchitetto Renzo Piano. Italia Nostra ha scritto una lettera al ministro e si è mobilitata con il coordinamento dei comitati dellEur, che ha inviato due diffide. Il parere non è tardivo e Alemanno è male informato.
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