Concetto Scivoletto: «Si apre una nuova, affascinante frontiera di sviluppo sostenibile. Potremo mettere a frutto e a sistema le nostre risorse locali e non delocalizzabili» Daniela Citino "Un tocco di Zenzero", film del regista greco Tassos Boulmetis, si apre con nonno Vassalis, negoziante di spezie, che spiega al piccolo Fanis la geografia del mondo attraverso i cibi. E non solo, siamo nella Grecia occupata dai Turchi, e Fanis, in cucina, impara ad amare, difendere, tutelare la sua grecità. La "metafora", contenuta nel film di un cibo "corpus" culturale di un popolo, di una civiltà, di una nazione, si appresta a diventare realtà. La Dieta mediterranea sta per diventare bene Unesco, patrimonio dell'umanità da custodire, proteggere e salvaguardare. Un'unicità di "gusto", capace di veicolare l'identità del suo territorio e del suo paesaggio, di tramandare la storia millenaria dei popoli e delle culture del Mediterraneo, civiltà "orgogliose" della loro eroica resistenza ad un mondo ormai globalizzato e omologato. A richiedere che la dieta mediterranea ricevesse l'egida di tutela dell'Unesco, sono state, prima l'Italia e la Spagna, poi Marocco e Grecia. Un iter iniziato nell'agosto nel 2009 con un dossier presentato alla Segreteria generale dell'Unesco, proseguito con l'ottenimento del parere favorevole nell'agosto dopo dal Comitato Intergovernativo, e giunto alla consacrazione ufficiale nella sessione di Nairobi che si terrà il 15 novembre. Diventata bene Unesco, la dieta Mediterranea, modello di salubrità alimentare, rappresentativo di una qualità della vita che sceglie i tempi dell'humanitas, che raccoglie e condensa lo spirito del Mediterraneo, inteso non solo come coordinata geografica, ma come sintesi culturale, darà valore aggiunto ai nostri Iblei. Una terra già ricca di suggestioni con i suoi muretti a secco, i secolari carrubi ed ulivi, i generosi vigneti, e poi le spiagge dorate, la pescosità del mare, e il barocco, il liberty, Kamarina. E adesso anche i "cibi" degli Iblei. "L'area degli Iblei è un territorio particolare, suggestivo, con forti identità e peculiarità, territorio che abbiamo il dovere di mantenere all'altezza di questi riconoscimenti, sapendo ricomporre, in un unico disegno strategico, i valori delle città e delle campagne, dell'uomo e della natura" spiega Concetto Scivoletto, componente del Consiglio nazionale della Federazione della Sinistra tra i primi ad aver creduto in questo progetto e aver dato un personale contributo al raggiungimento di questo obiettivo collaborando per diversi anni con l'on. Paolo De Castro, al tempo Ministro dell'Agricoltura, oggi Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo . "Si apre - aggiunge - una nuova, affascinante, frontiera di sviluppo sostenibile. Potremo mettere a frutto e a sistema le nostre risorse locali e non delocalizzabili: i beni culturali, ambientali, architettonici, archeologici e paesaggistici, l'agricoltura di qualità, l'artigianato artistico, le energie rinnovabili, le risorse umane peculiari, l'ospitalità. Infine, dal riconoscimento della Dieta mediterranea, discendono per tutti noi, forze politiche, sociali, culturali e istituzionali sia al livello nazionale che a livello locale, impegni precisi e concreti: la conoscenza, la promozione, la tutela e la valorizzazione di un modello alimentare sano e alternativo a modelli alimentari dannosi per la salute e non rispettosi dell'ambiente; la valorizzazione del nostro agroalimentare di qualità, come l'olio extravergine di oliva, ortaggi, agrumi, pane e pasta, legumi, vino, prodotti caseari, produzioni per le quali, grazie alla diffusione della Dieta mediterranea, si potranno aprire nuovi mercati e prezzi più remunerativi per i produttori agricoli; la rivalutazione del paesaggio agrario ibleo come condizione strutturale per un nuovo modello di sviluppo sostenibile e non delocalizzabile". 14112010