Nuova illuminazione sul monumento, un sistema di sicurezza con telecamere e un'area verde totalmente riqualificata. Finiti i lavori di ristrutturazione, torna all'antico splendore la cosiddetta "Tomba di Nerone", sulla via Cassia, che in realtà è il sarcofago di Publio Vibio Mariano, proconsole e preside della Sardegna e prefetto della Legio II Italica. Il progetto comprendeva la valorizzazione e l'illuminazione architettonica del monumento e la sua messa in sicurezza, grazie a telecamere collegate con la vicina stazione dei carabinieri di via Vibio Mariano. Il restauro della Tomba di Nerone, oltre a rimuovere tracce di atti vandalici, ha riguardato la pulitura, la stuccatura e integrazione delle lacune e la protezione finale del monumento. Per quanto riguarda la manutenzione dell'area, l'illuminazione del sito sarà curata da Acea, mentre il servizio giardini del Comune si occuperà dell'area verde. «L'intervento compiuto è molto importante - spiega Fabrizio Ghera, assessore capitolino ai lavori pubblici - perché restituisce decoro alla Tomba di Nerone, per quanto riguarda i danneggiamenti che c'erano stati tempo fa, anche con alcune scritte sul monumento. C'è anche un collegamento di video sorveglianza con la stazione dei carabinieri, per scoraggiare i vandali». Secondo Ghera, «è importante recuperare l'orgoglio dei romani, anche nelle zone. periferiche». Le indagini archeologiche preventive all'apertura dei cantieri hanno confermato la presenza dell'antico basolato della via Cassia, che anticamente si trovava più a valle. Originariamente il sarcofago era sistemato sulla destra, in direzione di Viterbo. L'area ricade infatti all'interno del perimetro del parco dell'Insugherata, sottoposta a vincolo archeologico: ciò ha comportato onerose e lunghe indagini preliminari, per poter realizzare le necessarie opere per l'irrigazione e l'illuminazione dell'area monumentale. «Ho presentato un emendamento in consiglio comunale per reperire risorse per la riqualificazione di questo monumento - sottolinea Lavinia Mennuni, delegata capitolina alle pari opportunità - in quanto era assolutamente angolato e non visibile. Come purtroppo molti monumenti della città, che possono essere migliorati con illuminazione architettonica, con piccole valorizzazioni».