Prealpina 14112010 I cambiamenti climatici stanno distruggendo per sempre alcuni dei luoghi più belli della Terra Aspiranti viaggiatori «sbrigatevi» prima che i cambiamenti climatici distruggano per sempre alcuni dei luoghi più belli della Terra. L'invito arriva dal sito ambientalista Mother nature network che elenca le dieci meraviglie del nostro pianeta da visitare, «in fretta», prima che scompaiano dalla carta geografica a causa dei cambiamenti climatici. Nella top ten dei tesori in pericolo a causa di desertificazioni, innalzamento dei livelli del mare, acidificazione degli oceani e piogge torrenziali, c'è anche l'Italia, con Venezia e i ghiacciai delle Alpi. Tra gli altri siti a rischio: la barriera corallina, le Maldive e la tundra dell'Alaska. L'allarme lanciato dagli esperti è chiaro: nel giro di decenni molti dei luoghi più belli del pianeta potrebbero non esistere più. La barriera corallina per esempio, che è stata «costruita» da madre natura in 8.000 lunghissimi anni, si sta distruggendo ad una velocità «terrificante»: un terzo delle barriere esistenti, secondo le stime del Wwf, è stato già danneggiato ed entro il 2030 scompariranno circa la metà di quelle restanti. Il Canal Grande o le favolose spiagge bianche delle Maldive, i ghiacciai delle Alpi o quelli della Terra del fuoco sono alcuni dei luoghi più belli del mondo che il sito ambientalista Mother Nature consiglia di andare a visitare prima che i cambiamenti climatici in corso li distruggano o li deturpino in maniera irrimediabile. La denuncia si collega ai noti allarmi sulla desertificazione o sull'innalzamento dei livelli del mare, ma è nuova la scelta dei dieci siti più a rischio. Non si specifica quale scomparirà prima, ma i tempi sono comunque «allarmanti» in urto di certo coinvolgeranno le generazioni attual1 secondo il sito. In particolare inoltre preoccupa che ben due località su dieci siano in Italia, Venezia prima di tutto: il livello medio del mare, calcolato come media dei valori massimi e minimi registrati in un anno, si è progressivamente alzato nel corso dei decenni rischiando così di far sommergere la città ritenuta più romantica al mondo. Come riportato dagli ultimi studi in merito, attualmente il livello del mare è di oltre 30 cm più alto rispetto a quello del 1897. Per lo stesso fenomeno sono inseriti nella top ten di Mother Nature anche le sovrappopolate basse coste del Bangladesh e le Maldive. Queste ultime in particolare rischiano di diventare, secondo gli studiosi, la prima nazione ad essere inghiottita dal mare a causa del riscaldamento globale. In pericolo in Italia anche i ghiacciai delle Alpi che, secondo quanto affermato dai ricercatori dell'università di Zurigo, rischiano di sciogliersi entro la fine del secolo: nell'ultimo decennio infatti il loro arretramento ha toccato picchi del 10 annuo. Stesso discorso purtroppo vale anche per la Patagonia e per il Glacier National Park americano dove resistono solamente 27 dei 150 ghiacciai di un tempo. Numerose analisi hanno dimostrato che le banchise di ghiaccio del Cile e dell'Argentina si stanno assottigliando a un ritmo sempre più rapido. Ad esempio nel Perito Moreno, come affermato dal Centro Australe di ricerca scientifica di Buenos Aires, la riduzione è stata alcuni anni di 14 metri di spessore. Tra i luoghi da visitare «prima che sia troppo tardi» rientrano anche la barriera corallina e la vasta tundra dell'Alaska. Due paesaggi completamente differenti, ma che rischiano entrambi di scomparire dalla carte geografiche per colpa dell'inquinamento dell'acqua, dell'acidificazione degli oceani e dei metodi di pesca la prima e per il riscaldamento sempre maggiore dell'Artico la seconda. Nella top ten infine anche luoghi in cui un altro effetto tragico dei cambiamenti climatici, quale la desertificazione, sta «avendo la meglio»: il sud dell'Australia e l'Africa a nord del Sahara. In queste regioni le «magiche» solitarie praterie e l'ecosistema rischiano di scomparire per sempre «mangiate» dal deserto che avanza, solamente considerando il Sahara, ad un tasso di 0,5 chilometri al mese.