Sindaco e assessore si sperticano (in tv e non) a dar consigli al Mibac, mentre i musei civici affondano Il sindaco di Firenze, Renzi, non perde occasione per «metter i bocca» in faccende che non gli competono. E non è il solo a Palazzo Vecchio che pratica questo... sport. Ma cominciamo dal sindaco. Giovedì scorso, essendo ospite di «Anno zero», la trasmissione di Michele Santoro, parlando di cultura, Renzi ha prospettato una possibilità di recupero di risorse imitando la Francia, che ha ceduto parte dei diritti del Louvre agli emiri di Abu Dhabi. Secondo Renzi, prima che al «padre» di tutti i musei francesi, gli emiri si erano rivolti agli Uffizi ottenendo un diniego. E così si sarebbero poi rivolti al Louvre. Ecco, di fronte ad affermazioni come queste c'è di che rimanere basiti perché il sindaco di Firenze che dà consigli a un ministero (se non addirittura a un intero governo), facendo della dietrologia spicciola, è davvero poco credibile, anche se ormai ci ha abituato ad uscite del genere, legate più a un'esigenza di immagine - di chi si prepara a diventare leader a un livello superiore e deve spacciarsi per tuttologo - che a una specifica conoscenza della materia. Ma, come detto, Renzi non è il solo che si è dedicato alle critiche del modo d'intendere la gestione della cultura in Italia e a Firenze. L'assessore (per ora) alla Cultura del Comune di Firenze, Giuliano da Empoli, replicando alle dichiarazioni di due giorni fa del Direttore generale per la valorizzazione del Ministero per i beni culturali, Mario Resca, sul degrado e la sporcizia di Firenze, ha detto di essere «che il direttore Mario Resca si lasci andare a questi commenti irrituali, a queste osservazioni da "uomo della strada", in settori che non sono di sua competenza». E inoltre: «Forse sarebbe il caso che più che al nostro fuscello guardasse alla trave del suo Ministero: non mi pare che le istituzioni fiorentine riconducibili allo Stato brillino per accoglienza e buona gestione, e questo non per carenze locali ma per mancanza di fondi e di personale causate da Roma». Di fronte a simili dichiarazioni c'è da rimanere sconcertati perchè Da Empoli che critica la gestione dei musei statali quando i suoi - a parte Palazzo Vecchio - fanno acqua da tutte le parti, sono chiusi, disordinati, abbandonati, è davvero incredibile. Ancora una volta l'assessore ha perduto un'ottima occasione per tacere.