Artioli contro il Comune: «Dopo Torre Pantera in centro, San Lazzaro è un altro crollo annunciato» Il sondaggio Tra i monumenti da salvare, San Lazzaro ha la priorità per il 29 dei lettori che hanno votato il sondaggio su laprovinciadicomo.it Seguono Castel Baradello, Casa del fascio, faro, Torre Paniera, Monumento ai caduti, fontana di Camerlata, asilo Sant'Elia La permuta A fine 2000 il Comune aveva avviato una trattativa con i proprietari di San Lazzaro per effettuare una permuta. Ma lo scorso maggio Bruni ha riferito in consiglio che non è stato trovato un accordo sul valore dell'area attorno alla chiesa La normativa Visto il pericolo di crollo, il Comune potrebbe mettere in mora i proprietari e poi intervenire a sue spese mandando loro il conto. «Ma in tempi di crisi è un'utopia - dice il soprintendente - bisogna trovare un accordo» «Meno mostre, più tetti». Una 'battuta", come dice il soprintendente ai beni paesaggistici e architettonici della Lombardia, Alberto Artioli, che sottintende una critica all'attenzione del Comune di Como per alcuni edifici storici cittadini. Si riferisce, Artioli, in particolare all'ex chiesa di San Lazzaro e alla Torre Pantere. Se i riflettori su questi due monumenti, già interessati da colli parziali, e quindi ad alto rischio, si sono riaccesi dopo che a Pompei è andata in briciole la Casa dei gladiatori, il soprintendente tiene a rimarcare una differenza sostanziale tra la realtà comasca e quella pompeiana. «Il problema di Pompei, e il più generale allarme peri nostri beni culturali, dipende dal fatto che spesso abbiamo a che fare con edifici di centinaia di anni. La loro manutenzione è difficile e pub succedere il crollo non pensato». Ben diversa la situazione di San Lazzaro. «In questo caso - osserva Artioli - sappiamo che siamo ai limiti. L'edificio si sta degradando e l'eventuale crollo è quasi annunciato...». Va detto, a difesa del Comune, che l'ex chiesa trecentesca e l'annesso lazzaretto del 1100 non sono proprietà pubblica, ma privata, dei signori Torri e Prosdocimi, titolari del negozio di elettrodomestici Cart di via Napoleone, ormai chiuso da tempo. Ma è vero anche che la stessa Soprintendenza, quando sette anni fa esatti a crollò il tetto dell'ex chiesa, sollecitò Palazzo Cemezzi a effettuare una permuta con i proprietari per poter intervenire con fondi pubblici. A gennaio del 2004 Artioli fece montare una copertura provvisoria, costata 60mila euro, e lasciò lì i ponteggi per diversi mesi pensando che la ristrutturazione potesse partire da un momento all'altro. «Stiamo ancora in stand-by - dice l'architetto -. Non ho più saputo nulla. Avevamo fatto un intervento d'urgenza, presumibilmente utile per evitare crolli a seguito delle piogge e delle nevicate che ci sono state. E avevamo anche istituito un vincolo di rispetto: volevano costruire dei condomini nelle vicinanze e li abbiamo fatti allontanare». Il Soprintendente conta di tornare sul tema: «Abbiamo scritto delle lettere e ne faremo altre. Ma andando per avvocati non si salvaguarda il patrimonio. È fondamentale, invece, che comune e proprietari trovino un accordo». Il Comune, di fronte a quello che il soprintendente definisce un crollo annunciato, potrebbe intervenire a proprie spese e mandare il conto a Torri e Prosdocimi. «La normativa - conferma Artioli - dice che in casi come questo il pubblico si sostituisce al privato. Ma, in tempi di crisi economica, è un'utopia». Su Tone Pantera, il soprintendente ricorda che «anche lì avevamo messo una copertura provvisoria», ma risale a tre anni fa Non sa che il 28 ottobre è volata via. «Non mi hanno avvisato - dice Artioli -. Spero che il Comune abbia adottato le misure per risistemare e mettere in sicurezza l'immobile». A qualche "uomo della strada", potrebbe sembrare accanimento terapeutico, considerando proprio i tempi di crisi, quello su due edifici semicrollati e vuoti da tempo. «Su questo non si discute - ribatte Artioli -. San Lazzaro è un edificio di assoluto valore architettonico e storico per la città di Como. Rappresenta uno dei punti di evoluzione e di crescita ed è parte di un percorso medievale, che dal Baradello passa per San Carpoforo e Sant'Abbondio», In quanto a Torre Pantera «è un elemento fondamentale del centro cittadino». «Faccio io una provocazione - aggiunge il soprintendente -: meno mostre, più interventi di restauro». «C'è molta attenzione per gli eventi e le manifestazioni - spiega Artioli -, poca per le operazioni strutturali, quelle che creano cultura a lungo termine».