Incoraggianti auspici per il successo di Florens 2010 ci sono tutti (si chiude il 20 novembre). Certo un risultato è già stato raggiunto: nel giro di poche ore la storia della città e la sua spettacolarizzazione, frutto di idee illuminate, si sono fuse dando forza al ritrovato orgoglio di sentirsi fiorentini dentro. Un senso di appartenenza che nasce da quello che la città dimostra di rappresentare per arte e cultura, anche in queste ore, e al tempo stesso ci proietta nel futuro con un pizzico di ottimismo in più, nonostante tutti i problemi che la città vive. Quel David itinerante (prima sullo sprone della cattedrale e poi sul sagrato) e quel prato miracoloso (che ha radici in un santo profondamente fiorentino) ci hanno esaltato e incantato con uno show sobrio, come il luogo imponeva, ma stupefacente al tempo stesso perché carico di simboli. Non c'era bisogno di provocazioni, alle quali spesso assistiamo, perché lo spettacolo era nel rendere dinamica la nostra storia e attuale nel 2010. E Florens ci è riuscita pienamente. Come ha dimostrato che la città non è immobile, ma sa generare idee (e sue applicazioni concrete) da lasciare a bocca aperta. Un ottimo viatico affinché Florens, tra una settimana, lasci una forte impronta. Buona domenica.
Florens 2010. Orgoglio e idee
Il testo descrive il successo del Festival di Firenze 2010, che ha visto la città essere rappresentata in modo spettacolare attraverso arte e cultura. L'evento ha generato un senso di orgoglio e appartenenza tra i fiorentini, e ha dimostrato che la città non è immobile, ma sa creare idee e applicazioni concrete. Il testo esalta il successo del festival e invita i fiorentini a lasciare una forte impronta nel mondo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo