Bagno a Ripoli. Rischio di crollo Nuovo appello da Bagno a Ripoli per il salvataggio delle Gualchiere di Remole, l'antico opificio destinato alla follatura della lana, unico esempio di archeologia industriale rimasto nella regione. Stavolta a lanciarlo è il sindaco, Luciano Bartolini, e il destinatario, attraverso una lettera aperta, il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. La missiva è stata inviata per conoscenza innanzitutto all'ente proprietario, il Comune di Firenze, e poi al presidente della Regione e al presidente della Provincia. Bartolini non nasconde la sua preoccupazione circa lo stato dell'edificio in riva all'Arno. «ITALIA NOSTRA rammenta paventa un rischio crollo per l'opificio medievale, testimonianza unica di archeologia industriale dove pare abbia lavorato pure Leonardo: un patrimonio di immenso valore che documenta il rapporto innovativo, positivo e sostenibile tra uomo e natura. Le Gualchiere di Remole sono l'ultimo complesso di una diffusa rete di opifici simili, una sorta di antico distretto industriale tessile che contribuì a far ricca Firenze». L'allarme è serio, afferma Bartolini, ed il tempo delle attese deve considerarsi finito. E chiama il governo alle sue responsabilità senza polemica o strumentalizzazione: «Vogliamo contribuire tutti a risolvere i problemi e a valorizzare il territorio creando sviluppo economico, sociale e imprenditoriale in un sinergico rapporto pubblico-privato. Il nostro è un appello alla Vostra serietà, equilibrio istituzionale, pragmatismo e senso di responsabilità. Un appello che rivolgiamo anche alla Regione Toscana, che potrebbe contribuire con finanziamenti europei, alla Provincia di Firenze, al Comune di Firenze che ha ereditato il bene e con cui siamo disponibili a condividerne la proprietà». «Dopo i convegni di studio e le belle pubblicazioni conclude Bartolini è ora di passare ad un progetto d'accordo con istituzioni come Ipogea, Nobrega e Del Bianco che col sostegno dell'Unesco hanno dato vita appositamente all'International Knowledge Insititute che dovrebbe avere sede proprio alle Gualchiere. E, per chiudere, il sindaco invita il ministro a visitare «questo luogo di storia, memoria e possibile futuro».