Iniziati i lavori. Timori per quando tornerà a piovere I lavori sono iniziati ieri nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, fra oggi e domani potrebbero essere già conclusi. Fino a prova contraria, cioè fino alla prossima giornata di pioggia, il problema delle infiltrazioni sembra risolto. I tecnici hanno individuato il (o un) problema. L'acqua certamente entra dal cupolino, dalla copertura della lanterna. E' necessario un intervento sull'impermeabiliz-zazione, forse servirà anche un piccolo tetto di sicurezza: «Un intervento minimo, non si vedrà dall'esterno», ha assicurato Alberto Artioli, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano. Ieri Artioli ha seguito i lavori, in corso Magenta in mattinata con lui sono arrivati i tecnici del Provveditorato delle opere pubbliche e tre operai specializzati. E' stato utilizzato un elevatore che potrebbe rivelarsi non adeguato per l'intervento, «potremmo richiederne uno con un carrello più grande. II lavoro da eseguire è banale, l'impermeabilizzazione si era deteriorata. Il problema in questi casi è l'altezza a cui bisogna lavorare, la cupola è a 43 metri da terra». Serviranno forse mezzi diversi per poter lavorare in quel punto, l'unico ostacolo potrebbe essere questo. La squadra di operai specializzati tornerà sul posto anche oggi e domani. Ma era prevedibile un'infiltrazione in Santa Maria delle Grazie, uno dei monumenti più importanti della città? «I lavori di manutenzione ordinaria vengono svolti periodicamente. Avevamo appena controllato il tetto del Cenacolo e quello della Sacrestia, lì sulla cupola sembrava tutto in ordine, non avevamo in programma interventi. Certo, questo allarme ci porterà ad essere ancora più vigili», spiega Artioli. A segnalare l'infiltrazione erano stati i frati domenicani della basilica, già lunedì il primo sopralluogo. Nei giorni scorsi un'interrogazione al ministro dei Beni culturali è stata presentata dal deputato milanese del Pd, Vinicio Peluffo: «Per evitare che Santa Maria delle Grazie, simbolo della città e patrimonio dell'umanità dell'Unesco, diventi una seconda Pompei, il ministro Bondi spieghi quali interventi pensa di realizzare».