La cura del patrimonio tocca a tutti Individuati 22 beni culturali da restaurare in diciannove città Si è tenuta la prima edizione delle Giornate di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Patrocinio del Ministero per i beni culturali, il sostegno di primarie imprese e la collaborazione con la Rai. Sono stati individuati 22 beni culturali da restaurare in 19 città tra cui Verona dove l'interesse si è concentrato sulla statua di Cangrande I della Scala e sulla tela di Jacopo Ligozzi raffigurante la consegna delle chiavi di Verona al Doge Michele Steno. Non ci sono ancora elementi sufficienti per fare un bilancio. E' infatti possibile donare sino alla fine di ottobre attraverso i bussolotti che so; no distribuiti nei musei, nei club Eurostar, nelle agenzie della Maggiore oltre che attraverso il sito www.fondazionecittaitalia.it e con i conti correnti bancari e postali. E tuttavia si dispone già di qualche dato che consente qualche prima considerazione. Innanzitutto l'apporto massiccio della Rai, della stampa locale, di alcune riviste e radio private ha consentito di avere oltre 12 ore di trasmissioni televisive e radio-foniche. Con molta probabilità si può affermare che è stata realizzata la più grande campagna di sensibilizzazione sul tema della cura del nostro patrimonio. Il sito della Fondazione, nel solo mese di settembre, ha registrato più di 400 mila contatti. Attraverso gli sms sono stati inviati più di 15 mila messaggi. Durante le due giornate circa 100 mila persone hanno partecipato alle visite gratuite nei musei e hanno affollato gli eventi organizzati dalle Amministrazioni comunali che hanno assicurato una grande mobilitazione ed un sostegno senza precedenti. A fronte di un quadro di questa natura si può essere soddisfatti. E tuttavia ci sono alcuni elementi che meritano di essere analizzati. H primo. Seppure con qualche eccezione la grande stampa ha dedicato poca attenzione all'iniziativa. Se quindi il carattere identitario del patrimonio è stato opportunamente valorizzato da stampa e media locali, quelli nazionali, con molta probabilità, hanno ritenuto questa iniziativa "deviante". Sono ancora in molti coloro che sostengono che la tutela dei beni culturali è compito esclusivo dello Stato e delle pubbliche istituzioni. Ora se non si può e non si deve abbandonare l'obiettivo di destinare alla tutela dei beni culturali più risorse pubbliche, anche in funzione del ruolo determinante che svolgono per lo sviluppo, so prattutto del turismo, non si può non evidenziare che si tratta di un obiettivo di lungo periodo. Se si tiene conto del quadro economico nazionale e internazionale. Il secondo. Nonostante l'adesione di molti Ordini professionali, una dichiarazione a sostegno della Campagna di raccolta fondi del Vice Presidente di Confindustria, Artioli, dai dati finora raccolti sembra che sia stata tiepida l'adesione dei professioni-sti degli imprenditori. Come se il tema della tutela del patrimonio culturale fosse un problema di altri. Salvo qualche nobile eccezione i più hanno ritenuto che non valesse la pena "sporcarsi le mani". Non si. sono sentiti chiamati in causa. Ma c'è tempo per rimediare. Intanto perché si può ancora donare. Ma soprattutto perché le risorse raccolte possono essere un "mattone utile a costruire un impegno corale (Fondazioni bancarie, Camere di Commercio, singole imprese, ordini professionali ecc) per aprire i cantieri del restauro. Ancora una volta nell'interesse di tutti. Anche di chi coltiva il sogno di un paese competitivo perché più bello.
Primo provvisorio bilancio della la edizione delle Giornate di raccolta fondi
La Fondazione Città Italia ha organizzato le Giornate di raccolta fondi per il restauro dei beni culturali, con il sostegno del Presidente della Repubblica e del Ministero per i beni culturali. Sono stati individuati 22 beni culturali da restaurare in 19 città, tra cui Verona. La campagna di sensibilizzazione ha avuto un grande successo, con oltre 12 ore di trasmissioni televisive e radio-foniche, oltre 400 mila contatti sul sito della Fondazione e oltre 100 mila persone che hanno partecipato alle visite gratuite nei musei. Tuttavia, ci sono alcuni elementi che meritano di essere analizzati, come la scarsa attenzione della grande stampa e la tiepida adesione degli imprenditori.
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Bene culturale
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