Hahn, commissario Ue: serve subito un progetto per usare i fondi della cultura BRUXELLES. L'Italia non ha ancora presentato una richiesta alla Commissione europea per ottenere fondi da utilizzare per il restauro della Casa dei Gladiatori a Pompei. E senza una comunicazione ufficiale in questo senso, l'esecutivo comunitario non invierà neppure una missione di esperti per verificare lo stato del sito archeologico. È quanto ha comunicato Ton van Lierop, il portavoce del commissario per le Politiche regionali Johannes Hahn, responsabile di eventuali aiuti sebbene sia stata la commissaria per la Cultura, Androulla Vassiliou, a esprimere il suo sconcerto subito dopo il crollo dell'edificio, dicendosi «rattristata e scioccata». L'intervento di Bruxelles potrebbe avvenire in due modi: il primo è attraverso il programma operativo regionale per la Campania, ossia il Por, e il secondo è il programma operativo regionale per gli attrattori culturali e turistici. «Un aiuto da parte nostra è assolutamente possibile, ma prima di poter dare il via libera ad alcunché, devono essere, presentati dei progetti precisi da parte delle autorità regionali e dobbiamo condurre le nostre valutazioni», ha spiegato Van Lierop. Mentre in molti fanno notare come l'Italia e la Regione Campania abbiano già in mano «diverse leve da attuare», che andrebbero solo sbloccate e che consentirebbero di intervenire in modo significativo su Pompei. «Il governo italiano non perda altro tempo e chieda immediatamente la mobilitazione dei fondi europei per i beni culturali», hanno chiesto la settimana scorsa gli eurodeputati del Pd, Luigi Berlinguer e Andrea Cozzolino, annunciando di aver presentato un'interrogazione per chiedere alla Commissione «di fare tutto il possibile per garantire che i finanziamenti disponibili per i beni culturali siano utilizzati al più presto per il restauro e la messa in sicurezza degli scavi di Pompei». La Campania potrebbe avvalersi, se volesse, non del fondo di solidarietà destinato ad emergenze come quelle del Veneto, ma del fondo europeo di sviluppo regionale. «È possibile che un progetto culturale possa essere finanziato attraverso programmi di sviluppo regionale», ha spiegato il portavoce, ribadendo la necessità che siano le autorità a fare il primo passo. Ma neppure il sostegno della Commissione Ue sarebbe abbastanza, secondo Marco Di Lello, ex assessore al Turismo della Regione e promotore delle «Lune di Pompei», ossia le aperture notturne degli scavi. «La gestione degli scavi di Pompei? In considerazione di come sono andate le cose, credo che debba provvedere direttamente l'Unesco», ha suggerito, aggiungendo: «Pompei è patrimonio dell'Umanità e allora dovrà essere direttamente l'Unesco, insieme all'Unione europea, a farsi carico della gestione. La mia non è una provocazione, fatta constatando la disastrosa condotta del governo nazionale ma una proposta concreta e percorribile. Credo che sia l'unica soluzione - conclude Di Lello - per porre fine ad una situazione davvero inaccettabile». Durante le celebrazioni del 135imo anniversario della Madonna di Pompei, il sindaco Claudio D'Alessio si è rivolto alla Vergine affinché «illumini gli amministratori che sono chiamati a proteggere e gestire gli scavi, il tesoro più grande per tutta la Regione».
Pompei. La sferzata da Bruxelles: dall'Italia nessuna richiesta di aiuto
Il commissario Ue Johannes Hahn ha espresso il suo sconcerto per il crollo dell'edificio della Casa dei Gladiatori a Pompei. L'Italia non ha ancora presentato una richiesta per ottenere fondi per il restauro del sito archeologico. Hahn ha affermato che l'esecutivo comunitario non invierà una missione di esperti per verificare lo stato del sito senza una comunicazione ufficiale. Il portavoce di Hahn ha spiegato che un aiuto potrebbe essere fornito attraverso il programma operativo regionale per la Campania o il programma operativo regionale per gli attrattori culturali e turistici. L'Italia deve presentare progetti precisi per ottenere l'aiuto.
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