Anticipiamo l'intervento che Andrea Carandini, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, terrà domani durante il convegno «Il passato e il presente» in programma nella Sala del Basolato del Municipio di Fiesole (ore 17). L'incontro è inserito tra le iniziative di «Florens 2010», la settimana dei beni culturali e ambientali in programma a Firenze fino al 20 novembre (www.florens2010.com). Oltre a Carandini partecipano Giuseppe Barbera e Marcello Fiori. Introduce Martin Angioni. ----------------------- «Un sindaco per Pompei Così salveremo quel tesoro» Il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali affronta il caso a «Florens 2010» Una mappa casa per casa per monitorare il sito ----------------------- iGoethe - Pompei attesta l'anelito culturale di tutto un popolo quale oggi neppure gli intellettuali più evoluti saprebbero comprendere Chateaubriand - Si imparerebbe meglio la storia della civiltà romana in poche gite a Pompei restaurata che con la lettura di tutte le opere antichei ----------------------- Leggendo gli scheletriti elenchi di fatti chiamati storie osservava Balzac ci accorgiamo che gli scrittori di ogni tempo hanno dimenticato di restituire la storia degli usi e dei costumi privati, cioè dei moeurs. L'opera di Petronio, con la Cena di Trimalcione, spicca nel suo isolamento! Balzac scrisse La Comédie humaine per colmare questa lacuna che concedeva ai fatti semplici e costanti della vita privata la stessa importanza che gli storici davano agli avvenimenti pubblici. Per le civiltà sepolte spetta all'archeologo riempire questo vuoto, ma dove può volgere lo sguardo, oltre che a Petronio e alle notizie sparse degli antichi autori? In primo luogo a Pompei: la civiltà greca nulla ha di simile. Pompei fu scoperta nel 1748 e da allora i suoi scavi accompagnano la nostra vita, per cui alla storia antica della città dal VI secolo a.C. fino al 79 d.C. si aggiungono i 262 anni del nostro tempo. Finché fu protetta dai lapilli, Pompei era salva. Gli scavi l'hanno restituita crollata ma ricostruibile nei piani alti e ai piani terreni intatta. Quale messe per lo studio dei moeurs! Il disvelamento di questa antichità palpitante, diversa da quella sontuosa ma più rovinata di Roma, ha reso gli scavatori voraci, al punto da divorare con pala e piccone novantotto isolati. Divorare scavando presupporrebbe la digestione scientifica della materia ingurgitata, che purtroppo non è avvenuta, e poi naturalmente la tutela, anch'essa difettosa. Numerosi sono stati gli studi, che tuttavia non hanno rappresentato Pompei nel suo insieme. Rimangono da scavare parti notevoli di alcune delle nove regioni in cui è stata suddivisa la città, che continuano per fortuna a covare la loro realtà incorrotta, ma grande parte di quanto è stato portato alla luce è rimasta senza tetto, per cui pioggia e sole consumano ogni giorno le rovine, come avviene a L'Aquila terremotata. La responsabilità che ha l'Italia riguardo a Pompei è colossale, perché si tratta di una realtà unica, culturalmente necessaria per il globo: oggi sono soprattutto stranieri e asiatici a visitarla. Ma il Paese non è stato all'altezza e la città antica vive in una emergenza perpetua, che ha giustificato l'intervento di un Commissario. Va aggiunto che si tratta di uno dei casi più complessi di tutela e di gestione che si possa immaginare. È possibile voltar pagina? Voltar pagina significa mettere al centro e risolvere in tempi brevi la questione conoscitiva. Senza conoscere Pompei, senza minuziosamente rilevarla anche negli elevati e scrutinarla scientificamente in maniera integrata e sistematica, ci si limiterà a imitare il passato. Solo un'analisi, casa per casa, può restituire il valore culturale di Pompei e dirci, al tempo stesso, quale muro è pericolante, quale affresco sta per cadere. Conoscendo questi dettagli e gerarchizzando gli interventi, è possibile varare finalmente una «manutenzione programmata», regione per regione, isolato per isolato, numero civico per numero civico, attuata da una squadra fissa da ultimo immaginata e da istituire: l'«Opera di Pompei»; e diventa anche possibile selezionare secondo ragione i restauri e le valorizzazioni da affrontare. Pompei non è solo degli studiosi, è dei visitatori! I dieci anni trascorsi, lavori del commissario compresi, servano per progettare cosa fare, fin da oggi, nei prossimi cinque-dieci anni. Poi sarà tardi. Un «sistema informativo territoriale» è stato creato dalla Soprintendenza, ma è inadeguato nei rilievi, è rimasto inutilizzato e da alcuni anni non viene aggiornato. Tutte le conoscenze e ogni intervento devono essere memorizzati in questo cervello, che va dotato di personale e di mezzi adeguati i soldi a Pompei non mancano , cervello che va posto al centro della tutela, della gestione e del cuore dei funzionari, perché solo lì si custodisce l'interesse generale immateriale della città. Pompei, oltre a tradursi lentamente in polvere e in alcuni punti a collassare, si trova in zona sismica: pochi anni prima dell'eruzione fu colpita gravemente da un terremoto e infine vi è stato quello del 1980. E se tornasse un cataclisma? Nelle condizioni attuali sarebbe la fine del sito, perché mancano gli studi e le documentazioni che potrebbero surrogare le perdite. La città infatti è in grande parte inedita, anche perché le pitture sono state studiate a parte, non come apparato decorativo fissato alle murature. Serve pertanto una campagna impegnativa, proceduralmente ordinata e sistematica di documentazione e di studio delle costruzioni, finanziata annualmente, onde ricavare, grazie ai rapporti stratigrafici tra le strutture, la storia di ciascun isolato, e rilevare perfettamente le unità costruttive, riattribuendo alle singole stanze gli oggetti mobili rinvenuti. Le parti conservate vanno riunite a quelle mentalmente da ricostruire, in una ricomposizione fra architetture, decorazioni e rinvenimenti. Bisognerebbe che dieci équipe nazionali e internazionali «digerissero» almeno dieci isolati l'anno. Avremmo allora una reduplicazione scientifica informatizzata che, comunicata puntualmente sul web, consentirebbe al mondo di entrare in tutte le case, le botteghe e gli edifici pubblici, come mai sarà possibile fare sul sito. Questa è anche la migliore assicurazione contro l'usura del tempo e il rischio sismico. Pompei sarebbe salva e per sempre, almeno dal punto di vista conoscitivo, narrativo e comunicativo. Ogni fondo dello stato destinato all'archeologia dell'area vesuviana deve essere speso per risolvere i suddetti problemi, non per ampliarli. Si tratta anche di immaginare per Pompei forme organizzative adatte alle necessità dell'archeologia attuale e del nuovo pubblico, in cui gli archeologi collaborino con un manager cui va affidata la gestione: anche Pompei ha bisogno di un sindaco. Bisogna insomma fare squadra tra competenze diverse, al di sopra degli interessi corporativi, per il bene generale di questo dono del fato dovuto a una tragedia. La tutela deve restare nelle mani dei Soprintendenti.
Corriere della Sera
15 Novembre 2010
Passato e presente dei beni culturali: Un sindaco per Pompei Così salveremo quel tesoro
AN
Andrea Carandini
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 20 Mar 2003
Una maschera d'avorio per Apollo
Corriere della Sera · 1 Apr 2003
Il Satiro danzante incanta Montecitorio
Corriere della Sera · 7 Mag 2003
Il palatino è di tutti
Corriere della Sera · 17 Gen 2005
L'eredità di Adriano La Regina: il rigore e le idee
Corriere della Sera · 13 Dic 2005
Archeologia e degrado. Una legge speciale
Corriere della Sera · 17 Feb 2006
Palatino. Il metodo e i mezzi
Corriere della Sera · 4 Apr 2006
Roma. Le rovine non spiegate
Corriere della Sera · 23 Gen 2007
Promemoria per il ministro. A proposito di Palatino
Corriere della Sera · 20 Apr 2007
Roma. Il museo della svolta
la Repubblica · 29 Set 2007
Le notti bianche del divino nerone
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
la Repubblica · 15 Nov 2008
SUPERMANAGER: così si smantella la tutela
la Repubblica · 15 Nov 2008
SUPERMANAGER: profilo di Mario Resca
la Repubblica · 15 Nov 2008
TOSCANA Fiesole. Il sindaco vince la battaglia su piazza Garibaldi
Italia Oggi · 15 Nov 2008
Assocomunicazione contesta il bando dei beni culturali
www.uilbac.it · 15 Nov 2008
Testo con riferimenti al csd. SUPERMANAGER da Circolare N 1321 della UIL
La Stampa · 15 Nov 2008
Napolitano: tagli? La cultura merita speciali attenzioni
Liberazione · 15 Nov 2008
Napolitano: Attenzione ai troppi tagli allo spettacolo
La Nazione · 15 Nov 2008
Fiesole. Recupero area Garibaldi
la Repubblica · 16 Nov 2008
MILANO - Tutti in coda, è boom Caravaggio. Il Comune apre in anticipo: subito cinquemila i visitatori
Il Tirreno · 16 Nov 2008
SOVANA. Nell'ex S. Mamiliano Un museo per le 595 monete d'oro
Il Tirreno · 16 Nov 2008
MASSA MARITTIMA.Centro documentazione e foresteria: Nascerano a Niccioleta ex frazione mineraria. Omaggio anche ai partigiani
la Repubblica · 16 Nov 2008
MILANO - Il Soprintendente al bivio
la Repubblica · 16 Nov 2008
ROMA - Piazza Venezia addio amati pini
Il Tempo · 16 Nov 2008
Intervista a Paolucci: no al ruolo di supermanager del Museo-Italia.
Il Gazzettino · 16 Nov 2008
Udine - Arte e mattone, i cinesi clonano Aquileia
Il Tempo · 17 Nov 2008
ROMA - Lumidità uccide gli affreschi della basilica dimenticata
Il Tirreno · 16 Nov 2008
FIRENZE - L'appello di Cristina Acidini Noi tecnici chiediamo ascolto
Il Tirreno · 16 Nov 2008
MUSEI - Resca: ricavi dai nostri tesori
la Repubblica · 17 Nov 2008
ROMA Il Macro di Roma è chiuso: doveva essere il simbolo della rinascita culturale italiana