L'oggetto del contendere II nodo. La questione su cui si gioca la vera partita in Parlamento è la depenalizzazione degli abusi edilizi sui beni ambientali. Secondo il comma 32 dell'unico articolo della delega, attraverso l'accertamento di compatibilità paesistica dei lavori eseguiti in assenza (o in difformità) dell'autorizzazione e il pagamento di una sanzione pecuniaria, il reato si estingue. Questa la formulazione della norma approdata al Senato per la seconda lettura. La cancellazione. La commissione Ambiente di Palazzo Madama ha cancellato il comma 32. È su questo punto che il Governo potrebbe chiedere la fiducia cercando di tenere in vita la sanatoria, magari scegliendo la strada dell'interpretazione meno estensiva, già adottata in prima lettura dal Senato, che limita il "condono" alle opere eseguite in difformità (e non anche in assenza) dell'autorizzazione. Il destino della delega ambientale è appeso al filo della depenalizzazione degli abusi nelle aree protette. La discussione del disegno di legge che affida al Governo il riordino della normativa, ormai da tre anni in Parlamento, è alle battute finali. Ma alla vigilia del varo previsto per questa settimana, dopo un ennesimo rinvio dell'ultima ora, c'è ancora incertezza sul testo da approvare, per il quale si prospetta anche l'ipotesi del voto di fiducia. Oggetto del contendere la norma che prevede l'estinzione del reato per i lavori realizzati sui beni paesaggistici. Un iter lungo tre anni. Il Ddl che autorizza l'Esecutivo a riorganizzare la legislazione in materia ambientale inizia il suo cammino alla Camera nell'ottobre del 2001 dove, alla semplice delega, si aggiungono una serie di misure di diretta applicazione relative a settori di competenza del ministero dell'Ambiente, come la disciplina del trasferimento dei diritti edificatori e alcune modifiche al decreto Ronchi in materia di rifiuti e alla normativa sulla gestione delle reti dei servizi pubblici locali. Si aggiunge anche la discussa sanatoria degli illeciti paesaggistici, che, seppur in diverse formulazioni, sopravviverà alla spola tra i due rami del Parlamento. Il testo, approvato dalla Camera a distanza di un anno, approda al Senato, che lo licenzia a maggio 2003 recependo un maxi-emendamento del Governo sul quale viene posta la fiducia. Dopo il secondo passaggio a Montecitorio, il disegno di legge torna a Palazzo Madama lo scorso autunno, dove dalla commissione Ambiente esce la versione attualmente in discussione in Aula, che cancella dall'articolo unico della delega proprio il comma 32 sulla depenalizzazione degli abusi sulle aree vincolate. Cancellazione controversa, che ha comportato una serie di rinvii nell'approvazione. La norma della discordia. Durante l'iter parlamentare il comma 32 è stato approvato in due varianti. Una più restrittiva, targata Senato, prevede di limitare la sanatoria dei reati per gli abusi edilizi sui beni ambientali ai soli lavori eseguiti in «difformità dalla autorizzazione» e in presenza di determinate condizioni. Nell'altra variante, licenziata dalla Camera, il "condono" viene esteso alle opere realizzate in «assenza» di autorizzazione. «Sarebbe un quarto condono - accusa il senatore Fausto Giovanelli, capogruppo Ds in commissione Ambiente -. Con un paradosso: si mette nelle mani dell'autorità amministrativa la sanatoria di un procedimento penale». La partita è, dunque, aperta. «Nel testo uscito dalla commissione e ora in Aula spiega Giuseppe Specchia (An), relatore del Ddl a Palazzo Madama - il comma 32 è stato cancellato con l'assenso del ministro dell'Ambiente Matteoli. Mi auguro che alla fine si scelga la strada giusta: se non proprio la soppressione, quanto meno la versione più rigida approvata già in prima lettura dal Senato». Sulla decisione peserà anche l'orientamento del Quirinale che, se venisse approvata la sanatoria, potrebbe rinviare la delega alle Camere.
Sull'ambiente impasse-sanatoria
Il testo del disegno di legge (Ddl) che autorizza il Governo a riorganizzare la legislazione in materia ambientale è in discussione al Senato. Il comma 32 dell'articolo unico della delega prevede la depenalizzazione degli abusi edilizi sui beni ambientali, ovvero l'estinzione del reato per i lavori realizzati in assenza o in difformità dell'autorizzazione. La cancellazione di questo comma è stata approvata dalla commissione Ambiente del Senato, ma il testo è ancora in discussione. Il Governo potrebbe chiedere la fiducia per tenere in vita la sanatoria, ma la decisione è ancora incerta.
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