FIRENZE - Non solo arte «Anche il paesaggio va restaurato» In mezzo alle polemiche sulla tutela dei beni artistici non poteva mancare il dibattito sul paesaggio, come non poteva mancare il connubio tra arte e natura tra i temi di Florens 2010. Si parte da un concetto chiaro: per «patrimonio culturale» si intende sia i beni (intesi come gli edifici storici ) sia il paesaggio. E da una sottolineatura polemica: serve più centralismo per la tutela. «È naturalità e storia, il prodotto dell'azione dell'uomo spiega Roberto Cecchi, segretario generale al ministero dei beni culturali, nel corso del convegno alla Stazione Leopolda "Restaurare il paesaggio" è una riscrittura continua del testo. Sul paesaggio si scrive e si riscrive, è quell'insieme di cose che il tempo ci ha trasmesso». Se ben tutelati e mantenuti paesaggi e patrimoni architettonici possono innescare meccanismi virtuosi in grado di costruire un elemento di sviluppo: «Quando parliamo di tutela del paesaggio pensiamo a qualcosa che va contro gli interessi del Paese e invece oggi parliamo di restauro». Il 46del territorio nazionale è tutelato, è stato detto. Eppure non basta. Da sinistra: Roberto Cecchi e Francesco Gurrieri alla Leopolda «Non è uno strumento sufficiente anche se la strada è stata identificata alla fine degli anni '30 con i piani paesaggistici regionali». Il risultato? Spesso l'esito degli accordi è il compromesso più basso. «Il grande dramma c'è stato nel 1976, quando si decise di passare le competenze del territorio esclusivamente alle Regioni». Alla scarsa attenzione delle leggi verso il paesaggio ha fatto riferimento anche Francesco Gurrieri, docente di Restauro alla facoltà di Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze e presidente onorario dell'«Associazione per il restauro del paesaggio ambiente territorio». «Quante volte nell'attuazione dei piani regolatori (oggi piani strutturali) sono entrate norme che hanno eluso il buon senso? Il risultato è nei fatti degli ultimi venti giorni, come le frane». E non si tratta né di voler imbalsamare il paesaggio, né di addossare le colpe alla cementificazione selvaggia. Sono fattori importanti ma non è tutto qui: «Nel 50 dei casi, infatti, si tratta di zone dove intorno non c'è stato mai murato niente. Qui c'è un problema di omessa manutenzione sul territorio». Fino a qualche decennio fa era impensabile parlare dei problemi del paesaggio, ora ci stiamo arrivando: «Credo che il ministero dovrebbe mettere a bilancio alcuni interventi di restauro del paesaggio». All'estero una specie di soluzione al problema esiste dal 1965. The Landmark Trust è una fondazione inglese che acquista e restaura edifici storici e il territorio che li circonda, convertendoli a nuova vita come residenze per turisti. Poi quello che viene incassato dalle strutture, viene a sua volta reinvestito nella manutenzione. «Fino ad oggi la fondazione ha salvato 190 edifici in decadenza sottolinea il direttore, Peter Pearce Adottiamo tecniche di restauro del livello migliore». La fondazione ha restaurato anche alcuni edifici in Italia, tra questi la Villa Saraceno, in Veneto e Casa Guidi a Firenze, tra Piazza San Felice e Via Maggio, un tempo residenza dei due poeti inglesi Elizabeth Barret Browning e suo marito Robert.