Caro Michele, oggi occorre fare sentire una voce sperando che lasci un segno in una città che sembra avere perso ogni riferimento. Noi siamo fra quelli che credono che il destino delineato in questi ultimi dieci anni non corrisponda alla vocazione di Milano, la quale rimane pur sempre l'unica metropoli internazionale d'Italia. Crediamo che la città non debba solo continuare senza criteri una edificazione che non porta né al bello né all'utile ma solo a consolidare le garanzie in banca d'un gruppo di immobiliaristi che il mercato libero avrebbe destinato al fallimento. Crediamo che la città debba crescere e la vorremmo cosmopolita. Ti voterò perché sei simpatico e pure cosmopolita, non hai progettato la Maddalena per Bertolaso, hai tempo ed energia a disposizione e non hai bisogno di mangiare alle mie spalle.