ROMA Mentre sulla testa di Bondi pare che si giochi il destino del governo anche Fli incalza e con il deputato Fabio Granata annuncia pollice verso quando si discuterà della mozione Pd in tanti si esercitano sul «cadavere» di Pompei. Il direttore per la valorizzazione del ministero dei Beni culturali è favorevole alle sponsorizzazioni per i monumenti di Pompei. Mario Resca afferma che negli ultimi due anni si è invertito il trend con un 12 di visitatori anche se «nel caso di Pompei sono necessari nuovi finanziamenti». Allora, servono o no altri? In questi giorni in proposito si è detto tutto e il contrario di tutto e si è anche aggiunto (con una ricerca di Invitalia commissionata dal ministero) che il degrado delle strutture museali meridionali, compresi i siti archeologici, è causato da scarsezza di mezzi economici, cattiva gestione, assenza di personale qualificato e da investimenti concentrati nella valorizzazione del patrimonio. «Si commercializza ciò che si produce chiosa il deputato Eugenio Mazzarella ma in questo caso il prodotto-Pompei andrebbe prima reso commerciabile, cioè tutelato». Come fare? «Per far ripartire un'efficiente gestione degli scavi occorre attuare pienamente la legge 352 del 1997, che fissa gli strumenti per l'autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria della soprintendenza archeologica di Pompei ed ha previsto con quali mezzi provvedere prima alla conservazione e poi alla valorizzazione e come migliorare la gestione dell'area archeologica con la necessaria partecipazione di privati ed enti locali»: afferma Antonio Irlando, presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale. Secondo i dati resi noti da Irlando, la soprintendenza di Pompei dispone di un incasso annuo dalla sola vendita dei biglietti che si aggira intorno ai 25 milioni di euro a cui vanno aggiunte altre somme che scaturiscono dalle «royalty» sui servizi aggiuntivi e dalle sponsorizzazioni. «Lavoriamo anche gratis» L'Ordine degli Ingegneri di Napoli scrive al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per mettere a disposizione delle istituzioni le competenze dei propri iscritti a supporto delle attività di salvaguardia e tutela del complesso archeologico di Pompei. Il tutto «senza alcun onere per la collettività». La lettera è firmata dal presidente e dal segretario dell'Ordine, Luigi Vinci e Annibale de la Grennelais, sottolineano come «sia dovere di tutta l'ingegneria napoletana impegnarsi per la salvaguardia dell'immenso patrimonio culturale».