Le mura a nord del castello federiciano di Melfi sono ridotte in uno stato pessimo: pietre in bilico, mancanza di malta e abbandono totale di tutta la tratta che circonda la parte nord del maniero, nelle immediate vicinanze della torre d'avvistamento. Il grido di allarme è stato lanciato nella scorsa estate da parte dei componenti della sezione dell'Archeoclub d'Italia di Melfi e che in questi giorni è stato rinnovato alla luce dei fatti di cronaca per la caduta della casa dei gladiatori in quel di Pompei. Per la verità su una parte delle mura che circondano il castello si è intervenuti con un progetto di consolidamento, ma, evidentemente i fondi stanziati non bastavano per completare l'intero tratto e, in attesa di ulteriori risorse, si è tralasciato proprio il tratto che presenta un maggiore pericolo di crollo. Alcuni soci dell'Archeoclub melfitano, a seguito di un sopralluogo effettuato sotto la parte delle mura di cinta che presenta il pericolo di crollo, hanno constatato che gli ultimi agenti atmosferici che hanno colpito la zona del Vulture Melfese, hanno accentuato la pericolosità di caduta massi e che se ciò accadesse questi provocherebbero danni inimmaginabili, in quanto, proprio sotto la collina dove si erge il castello e le sue mura, passa una strada di collegamento tra la parte alta della città e il rione Valleverde. Alla luce di tutto questo è auspicabile che la Sovrintendenza ai beni Monumentali della Basilicata, metta in moto i provvedimenti necessari per la messa in sicurezza delle mura per scongiurare ogni eventuale pericolo sia per le persone che per le cose e per conservare ai posteri un pezzo di storia, appunto legato alle mura che circondano il maniero federiciano. Anche l'amministrazione comunale con l'autorevole intervento del Commissario straordinario, prefetto Fausto Gianni, dovrebbe intervenire per far salvaguardare la parte del monumento storico che ha dato lustro non solo alla città di Melfi, ma all'intero territorio del Vult ure. [an.pac.] 13 Novembre 2010