commercianti, studenti e residenti: assurdo rovinare un luogo di aggregazione Colonne, il palazzo della discordia- Quattromila firme contro un condominio di sei piani nella piazza QUATTROMILA firme raccolte in un anno. Con una campagna di sensibilizzazione fatta arrivando fin dentro le scuole, per spiegare ai ragazzi che qualcuno voleva costruire un condominio di sei piani nella loro piazza. Dove la mattina si va a prendere il caffè, il pomeriggio un aperitivo, la sera una birra. Dove qualche tempo fa hanno coperto un anonimo muro con un murale che ha di colpo trasformato - «ma non stravolto», dicono loro - l'immagine classica della piazza. Siamo alle Colonne di San Lorenzo, per l'esattezza accanto alla basilica: un rettangolo di piazza, la cosiddetta "piazza laica", che rientra in un progetto elaborato quasi trent'anni fa dal Comune per riqualificare l'area. Progetto accantonato, poi realizzato in parte. E che è sbarcato, un anno fa, in consiglio di zona; bocciato senza appello, è tornato a riposare negli scaffali di qualche ufficio, mentre i comitati di quartiere chiedevano (e a volte ottenevano) incontri con assessori e urbanisti. Tre giorni fa, poi, è arrivato anche a Palazzo Madama, do ve il senatore Pizzinato ha presentato un'interrogazione sul tema: come è possibile costruire un palazzo di sei piani su un'area di altissimo valore storico e monumentale? Prossimo ostacolo, per i pasdaran delle Colonne, la ripresentazione del progetto in consiglio dì zona, prevista entro un mese. «Quello che chiediamo -spiega Mariagrazia Manina, del comitato delle Colonne - è perché chiudere uno spazio non solo molto utilizzato, ma che è stato rimesso aposto solo pochi anni fa, per il Giubileo. Un'area demaniale, poi. Che il Comune vuole vendere a un imprenditore privato per farci 12 appartamenti». Alla mobilitazione hanno partecipato, nel tempo, anche il parroco di San Lorenzo, i commercianti, i tanti gestori di locali della piazza, gli studenti dell'accademia di Brera. Perché costruire li vorrebbe dire chiudere la piazza per almeno tre anni. I comitati assicurano che non sono con-trari a tutte le trasformazioni previste dal progetto: l'altro palazzo che si vuole costruire di fronte alle Colonne, dove ora ci sono due magnolie, non ha la stessa opposizione del primo. «Quella zona è davvero degradata, con i ruderi della guerra a vista», dice la signora M affina. Che racconta: «II progetto di riqualificazione fu firmato dagli architetti Emilio Battisti e Silvano Tintori. Abbiamo parlato con Battisti: dice che oggi il suo progetto, così com'è, non ha più senso». Che sia cambiata, a parte le Colonne in restauro e il tram che ci passa accanto, si vede soprattutto da quel muro della discordia, quello che il Comune vuole coprire, perché un muro cieco in una piazza cosi bella è un affronto, sembra qualcosa lasciato a metà. «Il vero motivo è che si vuole fare cassa, privatizzando un terreno pubblico. E che, colmo dei colmi, era stato espropriato tanti anni fa», ribatte Stefania Fuso Nerini, del comitato Vivere piazza Vetta. A loro quel muro, con la novità del murale sponsorizzato da Diesel (il campo da calcio con le due porte) piace molto più di qualsiasi palazzo si voglia costruire.
A San Lorenzo uniti nella protesta contro un condominio di sei piani
In una piazza storica di Milano, le Colonne di San Lorenzo, un gruppo di residenti, studenti e commercianti ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro la costruzione di un condominio di sei piani nella piazza. La piazza è stata progettata per essere un luogo di aggregazione e la sua chiusura per costruzioni sarebbe un grande ostacolo per gli abitanti e i visitatori. Il progetto di costruzione è stato presentato in consiglio di zona e il Comune vuole vendere l'area demaniale a un imprenditore privato per farne 12 appartamenti.
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