Piazza S. Lucia e dintorni. Rischio crolli per alcuni edifici liberty e nessuna tutela contro gli interventi privati che deturpano i palazzi Il 27 febbraio del 1943 gli anglo-americani bombardarono le case della Borgata per errore. Il bersaglio sarebbe dovuto essere lo stadio dove era in corso la consueta adunata del sabato fascista. I danni furono ingenti. Trentatrè anni dopo, il decreto Tepedino tentò di tutelare quel che restava del ricco patrimonio architettonico senza che, tuttavia, il Comune inserisse la Borgata nel Piano particolareggiato nel 1989. A salvaguardare i beni architettonici del quartiere Santa Lucia c'è ora solo il vincolo paesaggistico della soprintendenza. Che non basta. «La Borgata è un'accozzaglia di restauri-tampone - dice la professoressa Pina Cannizzo di Italia Nostra -. I suoi punti dolenti sono tanti, gli interventi di sistemazione per lo più individuali e spesso empirici e grossolani. Non si tiene conto del valore d'insieme del rione, della necessità di armonizzare i restauri e il risultato è fatto di facciate deturpate da paramenti in mattonelle lucide e colorate, scarsa qualità e gusto». La cosa che più lascia perplessi è la differenza fra vari pezzetti di uno stesso palazzo. «Uno scempio - commenta la docente - che deturpa l'organicità degli edifici. Dovrebbe esserci un abaco dei colori dettato dal Comune, come avviene per ogni centro storico, e un'attenta tutela della soprintendenza». Ma non solo. La Borgata è vistosamente un rione a rischio crolli. Basta guardare i palazzi che si affacciano su piazza Santa Lucia. Italia Nostra ne ha identificati decine, indicandoli nel suo dossier consegnato agli enti di competenza. Dallo storico palazzo di piazza Santa Lucia n.42, in totale abbandono, a quelli che si susseguono lungo via Montegrappa. «Vi sono palazzi bellissimi - dice - come quelli di via Montegrappa con doccioni e gronda di grande pregio, dove il restauro è stato avviato in maniera poco dignitoso. Così all'angolo con via Agrigento, dove la facciata liberty è deturpata da un paramento murario deteriorato e rattoppato. Ancora, lungo via Dioniso il Grande vi è una villa liberty da decenni abbandonata, a testimonianza dell'incuria per un patrimonio architettonico unico». Stesso dicasi per gli edifici tra le vie Premuda eVermexio, vicino via Torino, mortificati da restauri senza armonia: uno diverso dall'altro a danno dell'insieme architettonico. L'elenco di Italia Nostra è lungo e svela una mancata coerenza estetica che danneggia il valore storico del quartiere. E denuncia interventi imbarazzanti da parte dei privati: tende colorate su fregi antichi, inferriate dipinte, infissi vistosi in alluminio lucido e mattonelle sulle pareti della facciata. Condizionatori in bella vista, parabole e tubature tra gli elementi decorativi. Muri scrostati e fregi ridipinti. «La Borgata - conclude Lucia Acerra, presidente di Italia Nostra - come naturale prosecuzione di Ortigia, merita di avere tutta l'attenzione del Comune e della soprintendenza. Non è più tollerabile che i residenti continuino ad eseguire impunemente interventi di ogni sorta tra l'imperante cattivo gusto. La naturale complessità storica, religiosa e artistica che connota la Borgata esige pertanto un recupero urgente». i.d.b. 12112010
SICILIA - Italia Nostra sullo scempio dei restauri fai da te
Il quartiere di Santa Lucia a Palermo è un'area storica con un ricco patrimonio architettonico, ma è in pericolo di crolli e deturpazione. Il Comune e la soprintendenza non hanno sufficiente tutela contro gli interventi privati che danneggiano gli edifici. Italia Nostra ha identificato decine di edifici a rischio e ha denunciato interventi imbarazzanti, come tende colorate, inferriate dipinte e mattonelle sulle pareti della facciata. La docente Pina Cannizzo di Italia Nostra sostiene che la Borgata merita di avere tutta l'attenzione del Comune e della soprintendenza per un recupero urgente.
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