Nel mese dellarte contemporanea il gusto di regalarsi ben sei mostre dedicate ad autori "storici" della seconda metà del secolo scorso Dadamaino, Giosetta Fioroni, Matta, Afro, Perilli e Melotti: omaggi preziosi con opere che illuminano magici momenti Torino in questi giorni sembra un museo darte moderna. Sei «maestri» espongono in spazi privati, gallerie che dedicano loro omaggi preziosi, con opere storiche che illuminano magici momenti della seconda metà del Novecento. Dadamaino, soprannome della milanese Eduarda Maino, nei tardi anni Cinquanta si dedica a una serie di Volumi in cui ricerca forme pure e immaterialità, giocando sulla percezione ottica di sagome astratte. Sono lavori ipnotici e rarefatti quelli presentati alla Galleria Carlina, che danno volume, eppure smaterializzano, il corpo della pittura, con figure curvilinee ritagliate, che si stagliano sul fondo della tela. Giosetta Fioroni, invece, ha impiegato anni per rintracciare una serie di carte realizzate tra il 1966 e il 1970, al tempo vendute dal gallerista napoletano Lucio Amelio, e ora esposte alla Galleria Eventinove. Sono ritratti di volti e silhouette di donna, riquadrati da marcati segni di matita. Pittura industriale color argento direttamente su carta, che delinea un concetto di femminile sensuale e romantico, «sovversivo» rispetto alle tendenze femministe di quel periodo. Il pittore cileno Roberto Sebastian Matta Echaurren ha lavorato generosamente fino alla fine, nel 2002, una lunga produzione che negli anni Ottanta e Novanta, periodo su cui si concentra la mostra da Giampiero Biasutti, si arricchisce di colori fluorescenti, che evocano graffiti metropolitani. Il suo surrealismo diventa più spaziale e astratto, un onirismo caldo che parte ancora dalla macchia come segno conduttore del quadro e non rinuncia mai a spruzzate e colature. La Galleria Mazzoleni prosegue il suo racconto su Afro Basaldella, con una serie di lavori dal secondo dopoguerra fino alla morte, nel 1976. Il pittore friulano, tra i protagonisti dellInformale in Italia, uno dei pochi che riuscì a raggiungere una scena internazionale, segue unevoluzione verso forme fluide, musicali, con colori soffusi e suggestivi. Pitture e disegni emozionali, con alcuni bellissimi inchiostri blu su carta, vedute di città del '53, tele quasi monocrome sui grigi, che si spingono fino al bianco e al nero, e poi larrivo del rosso dagli anni Sessanta. La personale di Achille Perilli alla Galleria Accademia, curata dallartista stesso, offre uno sguardo sullevoluzione delle sue visioni geometriche dagli anni Cinquanta a oggi, dalle prime frammentazioni alle «instabili» geometrie, in cui si mescolano uomo e natura, terra e cielo. Ricerche che condusse parallelamente alla redazione del manifesto «Forma 1» nel 1947, lorganizzazione con Sottsass della prima mostra astratta italiana lanno dopo, la fondazione della libreria-galleria Age dOr e la collaborazione con il Gruppo 63. Bisogna spingersi fino ad Acqui Terme per una meravigliosa raccolta di opere di Fausto Melotti. Lavori su carta, ceramiche degli anni Cinquanta, dipinti su gesso anni Settanta e poi una serie di suoi scritti. Sembra che tutto si allunghi nel fare di Melotti, dalla parola allottone alla ceramica, in una tensione lirica verso lalto, verso la luce divina di cui lartista sentiva lesistenza, identificando nella figura dell«angelo» il luogo dellincontro con luomo. Ognuno di loro è stato molto più che un artista, rispondendo allesigenza di prendere posizione nellambito del dibattito culturale comune. Erano altri tempi, dice qualcuno, era ancora tutto da fare, aggiunge qualcun altro, ma è sempre il tempo per pensare e agire.
TORINO - In galleria come al museo il ritorno di sei maestri
Nel mese dellarte contemporanea, sei mostre dedicate ad autori "storici" della seconda metà del secolo scorso sono state organizzate in Torino. Le mostre sono dedicate a Dadamaino, Giosetta Fioroni, Matta, Afro, Perilli e Melotti. Le opere esposte illuminano magici momenti della seconda metà del Novecento.
La Galleria Carlina ospita le opere di Dadamaino, che hanno forme pure e immaterialità. Giosetta Fioroni ha esposto carte realizzate tra il 1966 e il 1970, ritratti di volti e silhouette di donna.
La Galleria Mazzoleni ha esposto i lavori di Afro Basaldella, che segue unevoluzione verso forme fluide e musicali.
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