E Gentile raddoppia: "Una Florens anche per la sanità" Sul tema arte e sacro dialogo tra il vescovo Betori e Mimmo Paladino Stupore tra la gente: "Che bellezza". Ma a mezzanotte il miracolo finisce CHI con il passeggino del bambino, chi con la bici, chi vestito da domenica e chi più strafalcione. Chi turista e chi fiorentino. A gruppi, da soli. Ma tutti con i telefonini alti a scattare foto. Sul prato verde miracolosamente apparso ieri, dalla mattina alla mezzanotte, in piazza del Duomo. Insieme al daviddone bianco e nuovo appena sceso dallalto dei cieli dove si era appollaiato, in cima al rostro della Cupola. Miracolo, ieri, di Florens 2010, ma in ricordo di un altro miracolo: quello dellalbero di San Zanobi che in una gelida giornata di mille e duecento anni fa fece fiorire un olmo. Né mancava ieri lalberello accanto alla colonna, appunto, di San Zanobi. E la giornata più glamour della maratona di Florens, da venerdì scorso al 20 novembre in città con i suoi convegni, le mostre, eventi e il Forum. E con una nuova proposta lanciata a Careggi, dove ieri si è discusso di «Sanità, arte, scienza e economia», dal presidente di Confindustria Firenze Gentile: fare a Firenze anche un Forum internazionale della sanità come Florens fa per la cultura. «Qui cè una cultura medico - scientifica che produce eccellenze - dice - Si tratta di metterle in rete: tra aziende pubbliche e imprese sanitarie e con modelli stranieri. Si possono trovare clienti e investitori internazionali». Ma per tornare al Duomo, «Mamma mia che bellezza!», è la frase più ricorrente di chi scopre la distesa erbosa. «Oddio, cosa è successo?», si domanda un signore vagamente allarmato ma anche divertito. Passa qualcuno più avvertito e filologico: «Certo, dove era mai il verde nella città medievale?». Poi si rassegna: «Io intanto lo fotografo, è kitsch ma almeno è una novità». Non è minaccioso, non è troppo di rottura. E un prato su cui naviga il Battistero. Lui, il David, lo sorveglia bello imponente. A mezzanotte il prato se ne va. La statua parte oggi. E un giorno, un attimo, una festa. Dentro al Battistero, sotto i mosaici dorati, si compie intanto lo sposalizio tra arte e sacro. Ne parla larcivescovo Betori, presentato da Sergio Risaliti e affiancato, prima, dal direttore artistico di Florens, Rampello, e poi dallartista Mimmo Paladino che parla della suo legame con un cristianesimo respirato da bambino insieme allodore dellincenso e delle candele. Betori sposa con facilità alla gloria di Dio larte degli ori, gli argenti, i bronzi e i color porpora come quella «della materia nuda e povera di un sacco del Burri che ricorda il lavoro delluomo che nobilita il mondo». Ne tiene fuori solo «larte contemporanea, quando per stupire a ogni costo esalta labiezione». Dal Duomo a piazza della Repubblica, ecco i banchetti ordinati e piacevoli che, per il mercato «dei sapori e dei mestieri» aperto anche oggi, sfoggiano olio nuovo, tartufi, miele, verdura e prosciutti. Non potrebbero detti banchetti e forse anche piazza della Repubblica alleggerire piazza Santa Croce dalla sua più disordinata e involontaria vocazione mercatizia?