Mantenere al meglio possibile i servizi, ma denunciare con vigore il governo che li penalizza e rendere visibili i problemi senza stancarsi Qualcuno obietterà che è la famigerata logica estremista del tanto peggio tanto meglio. Rispondo chiedendo cosè peggio. Se è peggio meno autobus, più code in ospedale o il ripugnante Berlusconi e la sua politica che taglia gli autobus e non finanzia la sanità pubblica. E difficile da accettare, me ne rendo conto. Il cittadino onesto, il politico corretto rifiutano istintivamente questo ragionamento. Pensano che, comunque, vadano fatti funzionare i servizi e che non importa se la gente non apprezza politicamente lo sforzo e, magari, continua addirittura a premiare quelli che lo ostacolano. Il Pd di Bersani o di Basso è così. E non cè dubbio che sia un segno di serietà e pulizia. Ma, temo, non di lucidità politica. LItalia deve essere liberata da Berlusconi. Fini, in questa battaglia, è più efficace del Pd, perché non si pone il problema delle conseguenze immediate, pratiche, amministrative del suo attacco. La politica viene prima del buon governo. Daltra parte, come si possono lasciar andare alla deriva i servizi pubblici, col grave danno che ne verrebbe ai più deboli? Ci può essere una ragione politica così forte da giustificare un dolore, un grave disagio ai più poveri, ai malati, agli indifesi? Non cè dubbio che occorra trovare un punto di equilibrio tra smascheramento della cattiva politica e doveri della buona amministrazione. Questo punto non può che tener fermo linteresse degli ultimi, per cui sarà giusto aumentare i costi dei servizi in base al reddito di chi ne usufruisce o altre soluzioni analoghe, ma non chiuderli. Facendo tuttavia molta attenzione. Laltro giorno, alla fermata di Portello in direzione Principe, percorsa da molte linee urbane, il display annunciava il primo bus entro 9 minuti (!) e una vecchietta se la prendeva col sindaco e con i sindacati, e, quando un signore lha invitata a informarsi sui tagli del governo che diradavano le corse, ha risposto dicendo che ogni motivo è buono per dare addosso al povero Papi. Chiunque fa quotidianamente esperienze del genere. Per questo, quanti hanno a cuore il Paese debbono svegliare le intelligenze addormentate, coniugando limpegno a tenere comunque in piedi la baracca con la denuncia di quelli che la fanno crollare ogni giorno, come la casa di Pompei. In questo senso, una bella reazione sembra quella del comparto dei beni culturali, che rende pubblico il fallimento del miserevole Bondi ma non chiude i musei (almeno per ora). Ma questo comparto si rivolge a una fetta di società mediamente consapevole e informata. Come fare con i passeggeri dei bus o con i bambini dellasilo, con le famiglie in difficoltà? Arduo trovare il giusto equilibrio. Ma ormai la protezione non può essere più disgiunta dalla (in) formazione: mantenere al meglio possibile i servizi, ma denunciare con vigore il governo che li penalizza e rendere visibili i problemi, senza stancarsi. La campagna sui tagli degli autobus sui mezzi dellAMT, giustissima, ben fatta, non è bastata a convincere la vecchietta di Portello. Non si esce da una grave malattia continuando a mangiare come prima. In Italia andrà bene se basterà una dieta e non sarà necessario il più doloroso bisturi del chirurgo.