Dopo il fallimento della Sitea è rimasto a metà il progetto dell'area commerciale-industriale Ex Tempesti, il Comune lancia l'sos «Lavori fermi da troppo tempo» C'è il rischio di dover buttare giù tutto e costruire ex novo, non si fa niente ormai da tre anni Edifici fantasma di cemento, vetrate e mattoncini. Un insediamento commerciale e industriale mai concluso che si estende per 20mila metri quadri. Mai nato, eppure, apparentemente già morto. Il cantiere è fermo da almeno tre anni e, per il momento, è destinato a rimanerlo ancora per molto. È l'area "Ex Tempesti" che troneggia come un gigante tetro e fatiscente sulla rotonda tra via Selva e la Sp1. Zona di periferia del Comune di Agliana, ma molto trafficata sia per andare a Prato, che verso Quarrata. Secondo il piano urbanistico del 2001, cioè di ben 9 anni fa, l'area doveva essere destinata ad ospitare insediamenti commerciali e stabilimenti produttivi. In realtà, niente di questo è avvenuto. Non per colpa del Comune, che ha proceduto con il regolare iter di concessioni edilizie e permessi a costruire, ma per il fallimento della società richiedente, Sitea srl, legata allo storico gruppo industriale aglianese Tempesti, che faceva capo a Lorenzo Tempesti. La pratica edilizia per la lottizzazione risale al 2003, ma è stata ritirata soltanto nel 2005, quando sono iniziati i lavori, dopo una variante al piano urbanistico nel 2004. Ventimila metri quadri di terreno, con edifici e strutture coperte per la metà dell'area, cioè per circa 10 mila metri quadri. Di questi, 2000 mq erano destinati ad attività di tipo commerciale, suddivisi in quatro stecche da 500 mq l'una: sono quei quattro edifici rivestiti a mattoncini e vetri riflettenti che si affacciano sulla Sp1. Dietro questa prima fila di fabbricati, doveva estendersi l'area produttiva: 8mila mq di area a destinazione industriale di cui sono state in parte accennate le fondamenta e, in parte, realizzati complessi che si affacciano su via Coppi. Nel piano di lottizzazione il Comune aveva previsto, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, la realizzazione di alcune opere pubbliche. Le uniche ad essere state completate. La rotonda di via Selva ne è un esempio, realizzata come parte integrante della lottizzazione, e così anche le zone a parcheggio intorno all'area. Dopo un paio di anni dall'apertura del cantiere, i lavori si sono fermati a causa delle difficoltà del gruppo Tempesti, aggravate, poco dopo, dalla morte del capostipite. Adesso, tutto è in mano al curatore fallimentare che sembra abbia ricevuto qualche proposta di interesse per rilevare l'area e continuare i lavori. In realtà, dopo tutto questo tempo di stop, potrebbe risultare necessario dover buttare giù tutto e ricostruire ex novo. «Anche noi - spiega l'assessore all'economia Marco Pacini - siamo in attesa di sviluppi quantomai auspicati, perchè, si sa, il degrado porta degrado. Chiunque fosse interessato a continuare l'investimento, deve sapere che il Comune è pronto ad accogliere e valutare le proposte e a fare il possibile per mettere in condizione l'imprenditore di ripartire il prima possibile».
TOSCANA - AGLIANA. Edifici fantasma di cemento, vetrate e mattoncini.
Il progetto dell'area commerciale-industriale Ex Tempesti è rimasto in sospeso da tre anni. Il Comune di Agliana ha lanciato l'operazione "Lavori fermi" per risolvere il problema. L'area, destinata a 20mila metri quadri, era prevista per ospitare insediamenti commerciali e stabilimenti produttivi. Tuttavia, il fallimento della società Sitea srl, legata allo storico gruppo industriale aglianese Tempesti, ha bloccato i lavori. Il cantiere è stato fermato e potrebbe dover essere demolito e ricostruito ex novo. Il Comune è pronto ad accogliere proposte di interesse per continuare i lavori.
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