Da Firenze non controllano gli scavi per i tagli del ministro Bondi Addio a un terzo dei contributi in un anno ROSELLE. Il collasso degli scavi di Roselle finisce in Parlamento. «Serve un'indagine conoscitiva sullo stato delle undici aree archeologiche della Toscana. Non è ammissibile il degrado del parco di Roselle e la cronica mancanza di risorse denunciata dalla soprintendente Fulvia Lo Scalo. Nel 2010 servivano 5 milioni di euro, ne sono arrivati solo 1 e 300mila». È questo il testo dell'interrogazione presentata dai senatori del Pd Vittoria Franco e Andrea Marcucci sul rischio di cedimento delle mura etrusche rosellane. «In questi anni le soprintendenze sono state costrette all'impotenza», dicono i parlamentari del Parito democratico che sollevano un clamoroso problema legato alla falla (incolpevole) nell'attività di controllo e tutela svolta dalla Soprintendenza. «In Toscana la Soprintendenza ha una sola auto di servizio per coprire un patrimonio molto vasto». Ciò significa che, quando gli archeologi e i tecnici devono fare il giro delle varie archeologiche della Toscana per verificarne lo stato, devono contendersi - con grandi difficoltà - l'unica auto di servizio che hanno. Il che provoca un enorme rallentamento dei lavori: tecnici e archeologi si mettono in fila e i lavori sono rallentati; anche a Roselle. La colpa, anche qui, è della mancanza di risorse dall'alto. Gli archeologi e i tecnici incaricati nelle varie missioni di controllo e tutela hanno chiesto almeno di utilizzare l'auto propria, dietro rimborso. Ma la Finanziaria per mesi ha bloccato i rimborsi e di conseguenza l'uso dei mezzi; così il loro lavoro è stato stoppato. Una situazione molto grave che di fatto, a Roselle e in altre aree, ha portato a una vera e propria paralisi dell'attività di controllo e di messa in sicurezza delle strutture. Per Vittoria Franco e Andrea Marcucci è indispensabile che il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ripristini i finanziamenti colpevolmente tagliati nell'ultimo anno, anche nel caso di auto e attrezzature a disposizione di chi fa questo lavoro, «e avvii un'indagine a tappeto sullo stato del nostro patrimonio». Da Firenze Mario Cygielman, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e direttore dell'area archeologica di Roselle, conferma lo stato di difficoltà legato agli spostamenti. «Abbiamo solo una macchina che, se non è proprio di servizio, in qualche modo ci viene messa a disposizione. A quel punto diventa per noi fondamentale muoversi con le nostre macchine personali. Quest'estate il ministero ha bloccato anche l'uso dell'auto propria, che ci avrebbe consentito di lavorare e andare in giro per gli scavi. Molte aree archeologiche non sono servite da mezzi pubblici e uno di questi è Roselle; ce n'è davvero bisogno». Per fortuna, dice, «ora questa situazione è stata sbloccata. Possiamo andare col mezzo proprio. Ci sono voluti diversi proclami e lotte da parte di parecchi archeologi, e almeno qui ce l'abbiamo fatta». In Toscana ci sono circa 25 archeologi impegnati nell'attività di controllo e tutela per gli scavi, che hanno avuto problemi a lavorare. Non che la situazione sia migliorata troppo. Le auto mancano ancora. Così gli scavi continuano a non essere manutenuti ed è un problema persino controllarne lo stato di collasso dei siti.