Roma, 10 nov. - (Adnkronos) - "Il Commissariamento dell'area archeologica di Pompei, avvenuto nel luglio del 2008 e revocato nel giugno del 2010 e' avvenuto con la piena intesa della Regione Campania allora guidata dal Presidente Antonio Bassolino. Cosi' come la nomina stessa dei Commissari". Lo sottolinea il sottosegretario ai Beni e alle Attivita' Culturali, Francesco Maria Giro, replicando a Matteo Orfini del Pd. "Il provvedimento -prosegue Giro- e' stato accolto allora da un generale consenso anche del mondo scientifico e accademico. Il prof. Salvatore Settis dichiaro', il 5 luglio 2010, al Corriere della Sera 'Quella del governo e' una buona idea. Bisognava dare il segnale di una svolta'. Pertanto il triste episodio del crollo della Schola Armaturarum Juventis Pompeiani -aggiunge il sottosegretario Giro- accade dopo cinque mesi dal termine dello stato di emergenza. Inoltre e' importante chiarire che esisteva da molti anni una incapacita' a spendere efficacemente le risorse a disposizione di Pompei tanto che nel 2005 risultavano non spesi ben 130 milioni di euro (70 provenienti dagli introiti dell'area archeologica e 60 dai fondi POR regionali) come denunciato dallo stesso sindacato e da alcune interrogazioni parlamentari. Questa difficolta' amministrativa e' purtroppo durata nel tempo tanto che nel giugno del 2008 giacevano nelle casse della Soprintendenza 40 milioni di euro di residui attivi". (segue) 10112010