Angelini: «È l'unico compositore in grado di attirare sponsorizzazioni concrete» L'appello di Sichi: «Favilla revochi il cda e riparta con la Fondazione per chiudere l'azienda speciale» I.B. LUCCA. Puntare su Puccini per rilanciare il Giglio. Per fidelizzare il pubblico anche di fuori regione e per drenare finanziamenti importanti, sia pubblici e privati. È questo il suggerimento che il direttore del teatro, Luigi Angelini, indica nella relazione consegnata alla commissione partecipate. Secondo Angelini, infatti, senza sponsor il teatro difficilmente riuscirà ad andare avanti, soprattutto ora che sono in diminuzione i contributi pubblici, dallo Stato al Comune, e che sono finiti i rapporti di collaborazione (e co-produzione) con i più importanti teatri di tradizione. «L'unica vera possibilità di attrarre realisticamente sponsorizzazioni - scrive Angelini ai consiglieri comunali - sarebbe puntare sul nome di Puccini, sulla sua musica. Sarebbe necessario elaborare un progetto speciale tale da coinvolgere non solo il teatro, ma tutta la città e il territorio provinciale per fare di Lucca (e della Lucchesia) la culla della musica di Puccini, legandola alla revisione critica delle opere del compositore (già seguita dalla Fondazione Puccini), al museo e a produzioni di grandissimo livello». In sostanza, insiste Angelini, senza un investimento iniziale importante (come hanno fatto città musicali come Pesaro per Rossini o Salisburgo per Mozart) e senza un testimonial di grande visibilità, non ci sarà neppure un vero ritorno per Lucca e per il Giglio. Anche se, secondo Antonio Sichi, capogruppo della Federazione della sinistra, quello che servirebbe per rilanciare il teatro sarebbe intanto un nuovo consiglio di amministrazione. Da qui il rinnovo della richiesta al sindaco Mauro Favilla di revocare l'incarico al presidente Aldo Casali e altri altri consiglieri prima che il cda decada naturalmente per aver presentato un altro consuntivo in rosso (il secondo in due anni). «Casali - attacca Sichi - non ha fatto niente per governare e possibilmente risolvere i problemi posti dalle maestranze del teatro. Semmai, li ha amplificati con il proprio atteggiamento. Il teatro del Giglio è un'azienda speciale, ormai rimasta l'unica in Italia per questo tipo di gestione, e di conseguenza è il consiglio comunale il vero referente del teatro, il proprio datore di lavoro e solo a questo deve rispondere. Il sindaco è colui che nomina inizialmente il cda e successivamente garantisce l'applicazione degli indirizzi dati dall'aula». Ma questo non è accaduto. E al momento Favilla non sembra intenzionato a rimuovere Casali. Si aspetta un passo indietro dal presidente e dal cda che, però, non ci sarà. Senza mezzi termini, infatti, Casali alla commissione partecipate ribadisce che se ne andrà solo su richiesta del sindaco. Altrimenti resterà saldo al comando del teatro. Nonostante che la società di revisione Pkf, chiamata a spulciare i conti del teatro, abbia detto con chiarezza che il 2009 è stato l'anno orribile del teatro. «Dopo l'analisi impietosa della società Pkf - riprende Sichi - è il momento di voltare pagina. È possibile che alla fine dell'anno il consiglio comunale non sia ancora stato chiamato ad esprimersi sul bilancio preventivo del Giglio? È normale che il consiglio comunale stabilisca un contributo massimo per il teatro e nel bilanzio dell'azienda ne venga indicato un altro, più alto? E perché si dà per scontato (inserendolo nel preventivo) il contributo della Fondazione Crl che già si sapeva che non sarebbe stato erogato?». Per uscire da questi pasticci - conclude Sichi - è necessario istituire una fondazione, come suggerito anche dalla Pkf. Ma prima «c'è bisogno che gli attuali amministratori del teatro si dimettano, altrimenti non si troveranno soci per la fondazione, non si coinvolgeranno nel progetto tutte le istituzioni locali, oggi fuori e non si troveranno imprenditori disposti a investire. Non aspettiamo la certificazione del secondo bilancio in rosso per mandare via questi amministratori. Favilla azzeri politicamente il cda: abbia il coraggio per il bene del teatro e di chi ci lavora di farlo prima». RIPRODUZIONE RISERVATA
TOSCANA - Puntare su Puccini per rilanciare il Giglio
Il direttore del teatro del Giglio, Luigi Angelini, ha consegnato una relazione alla commissione partecipata in cui sostiene che il teatro non potrà sopravvivere senza sponsorizzazioni concrete. Angelini suggerisce di puntare sul nome di Puccini per attirare sponsor, creando un progetto speciale che coinvolga la città e il territorio provinciale. Il capogruppo della Federazione della sinistra, Antonio Sichi, attacca il presidente del cda, Aldo Casali, e richiede il suo rinnovo, insieme a quello del cda, per risolvere i problemi del teatro. Sichi sostiene che il teatro è un'azienda speciale e che il consiglio comunale è il suo datore di lavoro, quindi deve rispondere dei suoi problemi.
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