La protesta delle istituzioni locali contro i tagli del governo Storia naturale: presto orari ridotti. E nel 2012 nubi sulla Chelliana Le grandi mostre in Maremma? Scordatevele. I musei grandi e piccini della? A mezzo servizio. Per non parlare di spettacoli, convegni e manifestazioni che a volte divertono ma più spesso aggregano e costruiscono il tessuto sociale. È questo, in una sintesi concreta, lo scenario che si prefigura a Grosseto - così come in tutta Italia - se dovessero passare i tagli alla cultura previsti nella prossima Legge finanziaria. Per questo, ieri mattina, gli "attori istituzionali" della cultura in Maremma sono scesi in piazza, per dare vita a un simbolico picchetto davanti al Museo archeologico di piazza Baccarini. Non a caso chiuso, con sul portone un cartello esplicito: "Porte sbarrate e luci accese sulla cultura". C'erano l'assessore comunale Simone Ferretti, il dirigente Valerio Fusi, la direttrice del museo Maria Grazia Celuzza, la presidente di Fondazione Grosseto Cultura Giampaola Pachetti e - a rappresentare la Provincia e l'assessore Cinzia Tacconi - Roberta Pieraccioli, direttrice della Rete Museale provinciale. Chiarita la portata complessiva dei tagli, ognuno ha fornito qualche esempio concreto di quel che accadrà. Le grandi mostre interprovinciali dell'ultimo triennio - spiega la Pieraccini - non avranno seguito, benché (per capirsi) solo Mirò abbia portato quest'estate mille visitatori in più al museo grossetano. A rischio anche il "gioiellino" nuovo di zecca, il Museo di Storia naturale: «Dovremo ridurre drasticamente le aperture», spiega la Pachetti. E addio alla sala conferenze che, nell'ultimo anno, è stato l'unico vero auditorium di Grosseto. Biblioteca Chelliana e Museo archeologico - ha invece chiarito Fusi - «forse quest'anno ce la faranno ancora». Ma dal 2012 orari e servizi ridotti toccheranno anche a loro. Senza parlare del rischio di dover rinviare sine die l'apertura della tanto attesa pinacoteca civica, con buona pace della meravigliosa collezione d'arte promessa dal mecenate Luzzetti: chi mai potrà mantenere in vita una struttura simile? Ma il vero problema lo sintetizza il consigliere regionale Lucia Matergi: così, spiega, enti pubblici e sponsor privati spenderanno quel poco che hanno solo per eventi ad alta visibilità. Tutta la rete più preziosa, quella del lavoro culturale quotidiano, educativo, invisibile, resterà invece a secco, rendendo ancor più periferiche le periferie. A cominciare da Grosseto.