(ANSA) - PALERMO, 8 OTT - La Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina (Enna), spera tempi migliori. Le tessere continuano, infatti, a saltare in tutti gli ambienti, non esiste un restauratore tra il personale e quando piove e' un disastro. Si formano pozzanghere, le garze collocate a protezione delle aree critiche dei pavimenti musivi si inzuppano d' acqua e rimangono umide. Cosi' tra un mosaico e l' altro cresce l' erba. Intanto si moltiplicano le polemiche sulle tecniche di restauro, sulle esigenze di recupero dei pavimenti musivi e tecnici, politici ed intellettuali si dividono sulla scelta della nuova copertura da realizzare. Tre sono le 'posizioni' su cui ci si allinea. Da una parte c'e' chi propone la conservazione della copertura attuale in plexiglass con una rivisitazione in chiave moderna per quanto riguarda i materiali impiegati e il contesto microclimatico che sarebbe realizzato. Il piano porta la firma di Guido Meli, direttore del centro regionale per la progettazione e il restauro e prevede una spesa di 6 milioni di euro. La seconda 'linea' consiste nella realizzazione di una campana di vetro, una cupola dal diametro di 150 metri, dell' altezza tra i 35 e i 50 metri, in vetro e acciaio inox, sulla quale stanno lavorando Marco Bellini e Lucio Trizzino, i due architetti chiamati al lavoro dal commissario Vittorio Sgarbi. Poche sono le aziende al mondo in grado di realizzarla, tra cui l' inglese Pilkington, leader mondiale dei parabrezza per auto con un brevetto sull' Optifloat. Una terza possibile via per la realizzazione della copertura e' stata tracciata da Vittorio Sgarbi che appoggia il progetto dell' architetto Guido Canali. Il piano prevede la posa in opera all' esterno del perimetro antico di leggerissime strutture in acciaio chiuse da un sottile sistema di pannelli continui in alluminio. Passerelle trasparenti, realizzate in vetro temperato, lascerebbero libera la visione dell' intero ciclo musivo. I fondi che finanzierebbero i lavori sono quelli di Agenda 2000 ed ammontano a 18 milioni di euro, che pero' potrebbero andare persi se i lavori non verranno appaltati entro il 31 dicembre 2004. Intanto l' acqua continua a penetrare dalla copertura bucata in plexiglass gocciolando sulle passerelle causando cosi' la ruggine che cola su turisti e mosaici. L' acqua, inoltre, e' al centro di un' altra polemica tra Sgarbi e il personale della Villa del Casale, perche' verrebbe usata per innaffiare i pavimenti musivi, rendere il mosaico lucido e i colori vivaci. Queste bagnature pero' farebbero si' che le tessere si stacchino con molta piu' facilita'. Nevio Del Monico, il tecnico dei materiali per il restauro e consulente dei Musei Vaticani voluto dal commissario Sgarbi, ha gia' applicato il litogen, un biocida ad ampio spettro di azione che sciolto in una soluzione acquosa serve per la pulitura alla quale fara' seguito il restauro vero e proprio. Per il ripristino dei mosaici il piano Meli prevede 54 mila euro, per i pavimenti che versano in peggiori condizioni un milione e 740 mila euro, mentre per il recupero dei pavimenti privi della copertura 1 milione e 400 mila euro.
BENI CULTURALI - SICILIA: la villa del Casale ha le tessere scompaginate
La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina (Enna) continua a subire danni a causa dell'acqua che entra nella struttura attraverso la copertura bucata in plexiglass. Le tessere dei pavimenti musivi si staccano e cresce l'erba. Il personale del sito e' in disaccordo con il piano di restauro proposto da Guido Meli, che prevede la conservazione della copertura attuale con una rivisitazione moderna. Altre opzioni sono la realizzazione di una campana di vetro o la copertura con strutture in acciaio e pannelli in alluminio.
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