Alla stretta sulle 20 strutture comunali si aggiunge la riduzione di 500 lavoratori precari SOTTO le macerie della cultura rischiano di rimanere schiacciati i grandi musei romani. Il governo impone alla Capitale di spendere nel 2011 solo il 20 della cifra stanziata questanno, obbligando il Campidoglio a destinare allorganizzazione delle mostre appena 2,9 milioni. Per intenderci: 2,8 milioni sono la metà di quanto speso per lesposizione del Caravaggio, che però ha totalizzato 6 milioni di incasso e 2 milioni di utile. Questo significa che i siti privi di collezioni permanenti come il Vittoriano, le Scuderie del Quirinale, il Palazzo delle Esposizioni o il Chiostro del Bramante potranno cessare la loro attività. A questa stretta operata sui circa venti musei gestiti dal Comune si aggiungono i tagli inseriti in Finanziaria e diretti alle strutture che invece rispondono al ministero dei Beni Culturali, sottoposte da un lato alla riduzione degli organici con lindicazione di 500 esuberi solo su Roma, e dallaltro a quella degli stanziamenti. Nel capitolo riservato alla tutela delle belle arti, ad esempio, la forbice abbatterà i fondi nazionali di circa 100 milioni di euro (da 345 a 256 milioni), molti dei quali destinati al patrimonio capitolino. La denuncia arriva dalla Funzione Pubblica della Cgil di Roma e Lazio che anticipa oggi a Repubblica alcuni dati che saranno presentati nel corso di una conferenza stampa il prossimo 19 novembre. Nel rapporto si legge che per tutto il 2009 il Comune ha organizzato 129 mostre per un totale di 2,5 milioni di visitatori e una spesa di 14,8 milioni. Nel primo semestre 2010, gli ingressi presso i musei comunali romani sono cresciuti del 45,8 rispetto allo stesso periodo dellanno precedente, e dell8,4 nei musei statali. Dal punto di vista gestionale le cose non migliorano: il turnover è bloccato così come le assunzioni. Ad oggi, solo il 5 del personale ministeriale impegnato nella gestione dei beni culturali ha meno di 40 anni e lo 0,14 non raggiunge i 30. Anche per loro il pericolo maggiore, adesso, è che i benefici economici derivanti dallutilizzo del patrimonio culturale romano possano essere perduti nel prossimo anno con il taglio scriteriato di fondi e personale. Uno scenario, questo, che stride se confrontato con le prassi delle grandi metropoli internazionali. A Parigi, ad esempio, il Louvre riceve ogni anno 180 milioni di euro di finanziamenti mentre sono 25 quelli stanziati dallamministrazione newyorkese per il Metropolitan Museum.