-------------------------------------------------------------------------------- Dal cantiere del metrò di piazza Nicola Amore continuano a venir fuori tesori dell'antichità. Ultime scoperte, il porticato che si affacciava sulla pista di atletica utilizzata per i giochi augustali e le lastre di marmo che portavano impressi, anno per anno, i nomi dei vincitori delle gare. «Meraviglie che meritano di essere al più presto accessibili per i napoletani e per i turisti - spiega Rocco Papa, vicesindaco e assessore all'urbanistica - è per questo che abbiamo deciso di anticipare i tempi di realizzazione del museo dedicato ai reperti ritrovati durante lo scavo». Una struttura che nasce come provvisoria - il progetto originario prevedeva che l'esposizione trovasse sede nella stazione di piazza Municipio, da inaugurare nel 2007 - ma, se ritenuta convincente, potrebbe anche diventare definitiva. «Il nostro intento - continua Papa - è quello di completare l'allestimento entro la primavera dell'anno prossimo. Abbiamo a disposizione i fondi, un milione e mezzo di euro inseriti del piano annuale dei lavori pubblici, e un'area di circa 1800 metri quadri». Nei prossimi giorni il sindaco Rosa Iervolino darà l'annuncio ufficiale del progetto. Quanto alla localizzazione degli spazi espositivi, si può immaginare che l'amministrazione non intenda allontanarsi troppo dal fulcro delle scoperte: sotto osservazione l'area compresa tra l'asse piazza Nicola Amore-piazza Municipio e la stazione marittima, dove a gennaio inizieranno anche i lavori per il recupero del palazzo dell'Immacolatella che ospiterà il museo dell'emigrazione. Alla soprintendenza archeologica spetta il compito, certamente non facile, di selezionare le opere che potranno comparire sotto i riflettori in condizioni di massima sicurezza. Certamente non le barche romane, chiuse nel loro «guscio» di restauro nel deposito-laboratorio di Piscinola (ma si pensa di esporne almeno una riproduzione in scala reale), e nemmeno le colonne o il frontone del tempio di età imperiale. Per il resto, resta solo l'imbarazzo della scelta nel vasto campionario di oggetti di dimensioni più contenute: vasi, monili, anfore funerarie, corredi delle imbarcazioni, la testa di una statua che si tende a identificare come ritratto del generale Germanico e tanto altro ancora. Campo libero, dunque, per la valorizzazione delle testimonianze del passato: e il futuro del trasporto urbano su ferro? «Nessun problema e nessun ritardo per la costruzione del metrò - garantisce il vicesindaco - stiamo studiando un percorso alternativo per lo scavo delle gallerie in piazza Nicola Amore che consentirà agli archeologi di proseguire nel loro lavoro mentre nel sottosuolo avanzano le "talpe". Quanto a piazza Municipio, dove il livello più profondo delle scoperte pare ormai raggiunto, la riattivazione del cantiere è imminente. Ci sono più di sessanta operai in attesa di tornare alle loro mansioni: la questione occupazionale è, e deve restare, una priorità. Il prossimo settore d'intervento sarà localizzato nei giardini del Maschio Angioino e, fino a Natale, non comporterà interruzioni del traffico: ci è sembrato opportuno muoverci in questo senso per non creare troppi disagi ai cittadini durante le feste. A gennaio verrà impegnata anche la carreggiata che costeggia il castello. I veicoli percorreranno in doppio senso il versante opposto della piazza». Sarà ingorgo? «Non so cosa ne pensino gli esperti di mobilità. Dal mio punto di vista, e aspetto la prova dei fatti, è una soluzione più funzionale di quella attuale».
NAPOLI : Vasi, anfore e statue nasce il museo metrò
Il metrò di piazza Nicola Amore è in corso di scavo e sono state trovate numerose scoperte archeologiche, tra cui un porticato e lastre di marmo con i nomi dei vincitori delle gare. Il vicesindaco Rocco Papa annuncia che il museo dedicato alle scoperte sarà completato entro la primavera dell'anno prossimo e che sarà costruito in un'area di 1800 metri quadri. La localizzazione degli spazi espositivi è ancora da decidere, ma si pensa di mantenere la stessa area del cantiere. La soprintendenza archeologica dovrà selezionare le opere da esporre in condizioni di massima sicurezza.
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