Oltre mille persone, tra cui Moni Ovadia, hanno protestato contro i tagli alla cultura Tutti in piazza per salvare la cultura. Per dire basta ai tagli che rischiano di uccidere i musei e i palazzi della città che, come urla Angela Cevasco, 48 anni impiegata in un'agenzia di viaggi, «sono uno dei vanti di Genova. Qui si rischia di perdere Palazzo Rosso». C'erano più di mille persone, ieri mattina in piazza Matteotti per difendere il patrimonio culturale italiano e Genova. «I musei - dice Simone Barozzi, studente di Lettere - sono il passato e il futuro. Non si possono distruggere, tagliando quei pochi soldi che hanno». C'è anche il drammaturgo Moni Ovadia «La cultura veicola l'eccellenza. Ribelliamoci, l'Italia siamo noi». Davanti a Palazzo Ducale con il portone simbolicamente chiuso, Ovadia spiega che «la cultura veicola anche l'eccellenza economica. Tremonti si deve dimettere per aver invitato a mettere Dante nei panini: è dimostrato che un euro investito in cultura ne produce da 4 a 12» In piazza direttori di musei, biblioteche, teatri e rappresentanti del mondo dell'associazionismo, disposti ad aggiungere la loro firma a una petizione on line e che ha toccato quota 8 mila firme. Il presidente della Fondazione Palazzo Ducale, Luca Borzani sottolinea che «è la prima volta che amministratori e cittadini manifestano in piazza contro l'idea di rimanere senza eventi culturali». I numeri li fornisce Andrea Ranieri, assessore comunale alla Cultura: «Dobbiamo difendere la possibilità per gli enti locali di investire in cultura; la manovra di luglio impedisce ai Comuni di spendere in cultura oltre il 20 di quanto speso nel 2009. Lo stato spende in cultura lo 0,21 del bilancio, i Comuni in media il 3,5. Con i tagli non si può fare cultura. La cultura viene considerata un lusso, non un fatto economico importante per lo sviluppo del paese. Quando invece è il corebusiness: gli stand dei paesi occidentali all'Expo di Shanghai sono andati male, quello dell'Italia ha attirato 7 milioni di persone con la lirica, la cultura, la creatività». Numeri da brividi, prospettive che lasciano senza parole perché come dice Enrica C. , impiegata in una biblioteca di Tursi, «dobbiamo farci sentire prima che sia troppo tardi». Sono intervenuti anche l'europarlamentgare Sergio Cofferati e l'assessore provinciale alla Cultura Giorgio Devoto.
GENOVA - Raccolte novemila firme durante la giornata nazionale di mobilitazione. Palazzi e Musei sono gioielli che non possiamo perdere
La manifestazione contro i tagli alla cultura si è svolta in piazza Matteotti a Genova. Molti cittadini hanno espresso la loro disapprovazione per i tagli alla cultura. I manifestanti sostengono che la cultura è essenziale per lo sviluppo del paese. Secondo alcuni, i tagli alla cultura potrebbero uccidere i musei e i palazzi storici. Tra i manifestanti ci sono studenti, impiegati e rappresentanti dell'associazionismo culturale. La petizione online ha raccolto oltre 8 mila firme. L'assessore comunale alla Cultura, Andrea Ranieri, ha sottolineato che i tagli alla cultura potrebbero avere conseguenze negative per gli enti locali.
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