Aumentano ora dopo ora, di numero e di consistenza. Sono le associazioni molisane che hanno dato vita alla rete per la tutela dell'ambiente e che il 23 novembre scenderanno in piazza, a Campobasso, per protestare contro l'invasione delle pale eoliche e il traffico dei rifiuti che attraversa la loro regione e che chiedono l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a tutela dei siti sannitici di Saepinum-Altilia e di Pietrabbondante minacciati dai tralicci. La scorsa settimana non arrivavano a 100, ora sono 107: sigle che raggruppano studenti, volontari, ambientalisti di varia estrazione, semplici cittadini che rivendicano con orgoglio l'appartenenza a un territorio che nell'archeologia e nel turismo ha una delle sue poche risorse qualificate. Oggetto della protesta è la contestatissima sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 3 novembre, che ha dato il via libera al progetto di parco eolico -16 pale alte oltre 120 metri - nella valle del Tammaro. «Non è tollerabile - scrivono in una nota inviata, tra gli altri indirizzi, anche alle tre Procure molisane - che in Italia una ditta privata che persegue un interesse privato prevalga sullo Stato che si è costituito in giudizio per il tramite del ministero dei Beni Culturali a tutela di una città sannitico-romana risalente al IV secolo avanti Cristo». Una decisione, sostengono, che è uno schiaffo a Benedetto Croce e alle sue leggi di salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. «Per il Consiglio di Stato - sostengono - valgono meno dei diritti, di un'impresa che vuole fare profitti in un'area archeologica che ci è invidiata dal mondo». Quindi, l'appello della Rete al Consiglio dei ministri perché adotti un provvedimento urgente di salvaguardia dell'area archeologica di Altilia così come fatto il 22 ottobre per due comuni della Valtellina, Albaredo e di Berna. Alla Regione Molise, invece, chiedono di approvare la perimetrazione delle aree archeologiche e di modificare la legge regionale sulle energie rinnovabili alla luce delle linee guida nazionali. «In Molise - ricordano le associazioni - si produce già il 72 per cento di energia dall'eolico con 419 torri in funzione e si giunge al 110 per cento di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili con l'aggiunta di idroelettrico e termoelettrico. A cosa servono migliaia di altre pale?». La protesta La sentenza del Tar ha dato l'ok al progetto di installazione di tralicci dei privati.