Tutti cantierabili i progetti del Mibac per distribuire sul territorio del Mezzogiorno sette poli mussali. Riuscire a far diventare alcune delle emergenze culturali del Mezzogiorno delle leve di sviluppo. Questo l'obiettivo del progetto pilota "Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno", voluto dal ministero per i Beni e le attività culturali e dal dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico (Dps), che si basa sul riconoscimento del ruolo primario che una parte del patrimonio culturale e museale del Mezzogiorno può svolgere per la crescita di questa parte del Paese. I risultati della prima fase di attuazione del progetto sono stati illustrati nella sede dell'associazione "Civita" durante il recente convegno "Opere per lo sviluppo: il patrimonio museale del Mezzogiorno". Attuato da Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che agisce su mandato del governo per accrescere la competitività del Paese. Il progetto è stato lanciato nel 2008 e punta a potenziare la qualità dell'offerta museale del Mezzogiorno e a contribuire alla crescita economica e sociale dei territori coinvolti, attraverso interventi strutturali sul loro patrimonio culturale in grado di garantire prospettive reali di sviluppo attraverso il miglior equilibrio tra tutela, valorizzazione e impatto economico e sociale. Il Comitato scientifico di indirizzo, tenendo conto anche delle specifiche indicazioni avanzate dalle Direzioni regionali del Ministero dei Beni culturali, ha selezionato diciotto candidature a Polo museale di eccellenza, scelte tra i musei e le aree archeologiche dotate di evidenti valori intrinseci e di particolari potenzialità territoriali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sette delle candidature (Polo Museale di Napoli, Melfi-Venosa, Sassari, Taranto, Sibari, Palermo e L'Aquila) hanno già positivamente superato la valutazione di prefattibilità e per queste sono stati completati i progetti preliminari degli interventi individuati. Nell'arco di meno di dodici mesi, sono stati realizzati i progetti preliminari di 95 interventi. Tra questi progetti rientrano anche quelli relativi allo specifico caso dell'Aquila per il quale il Mibac ha chiesto a Invitalia di realizzare la sede provvisoria del Museo nazionale, riportando così al pubblico una parte delle opere già ospitate nel castello spagnolo gravemente danneggiato dal sisma del 2009. "L'Italia può crescere e uscire da questa difficile fase solo se il Mezzogiorno si risolleverà. Lo dico da federalista convinto". Così Antonio Maccanico, presidente di "Civita", ha dato il via ai lavori del convegno nel corso del quale è intervenuto il ministro per i Rapporti con le regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto. "Per la crescita del Mezzogiorno è necessario un cambio di passo nell'attuazione delle politiche basato su selezione e concentrazione su interventi rilevanti e, quindi, sulla realizzazione di progetti di qualità, valutati sul piano della loro fattibilità, preparati tecnicamente e quindi appaltabili", ha sottolineato il ministro che auspica un cambiamento "razionale" nella modalità e nell'utilizzo delle risorse. "Va superata la distribuzione omogenea delle risorse, che genera una dispersione delle stesse, a favore di un modello che permetta di scegliere obiettivi ben precisi sui quali puntare - ha spiegato Fitto -. Il progetto Poli museali va apprezzato proprio perché è emblematico in tal senso: mette da subito a disposizione delle amministrazioni responsabili non proposte generiche ma concreti interventi da attuare". "Ottenere risultati concreti nel Mezzogiorno è possibile: lo dimostra il fatto che in meno di un anno siamo riusciti a realizzare i progetti preliminari di 95 interventi, nonostante le condizioni spesso molto difficili delle aree in cui il progetto opera", ha evidenziato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia. "Siamo pronti a procedere rapidamente verso la progettazione definitiva - ha aggiunto - e, con l'adeguato sostegno da parte del governo, a far partire gli appalti delle opere". Arcuri ha quindi lamentato l'assenza nel Sud della principale leva di sviluppo costituita dall'asse turismo-cultura. "Il nostro Paese è quinto al mondo per attrazione di turisti stranieri: trent'anni fa occupava la prima posizione - ha dichiarato l'ad di Invitalia -. Nel 2009 su settanta milioni di turisti stranieri solo 31 milioni si sono fermati più di un giorno in Italia. Di questi solo tre milioni si sono recati a sud di Roma e la maggior parte solo in Sicilia e Campania". Per Arcuri il problema non "è che al Mezzogiorno manchino i soldi, ma cercare di capire perché non vengano utilizzati quelli disponibili". Aldo Mancurti, capo del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, ha invece sottolineato: "Il Dps promuove da anni, in collaborazione con il Mibac e le Regioni del Mezzogiorno, un approccio sistematico e sotto molti aspetti originale a politiche di sviluppo territoriale che si fondino anche, là dove ce ne sono le condizioni, sulla valorizzazione e sulla tutela del patrimonio culturale proprio come 'risorsa', ovvero come fattore specifico in grado di innestare processi di crescita territoriale che coinvolgano cittadini, imprese, forme associative che, su ogni territorio, vivono e operano. È, quello del Mezzogiorno, un patrimonio diffuso che richiede un intervento capillare. Ma anche in questo settore ottenere risultati più visibili e una maggiore efficacia in termini di sviluppo richiede maggiore capacità di concentrazione e di integrazione e buoni progetti. I risultati del progetto Poli museali ci dicono che ciò non è facile ma certamente possibile". "I progetti dei Poli museali sono già pronti, cantierabili, hanno dato risultati superiori a quelli previsti e rivestono rilevanza strategica perché escono dal modello della distribuzione a pioggia dei fondi pubblici", ha evidenziato nel corso del suo intervento Antonia Pasqua Recchia, direttore generale per l'Organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio e il personale del Mibac. Recchia ha quindi puntualizzato come non vadano addossate al Mibac le responsabilità dello scarso utilizzo dei fondi europei del Poin 2007-2013 destinati alle regioni meridionali. "Il ministero dei Beni culturali partecipa al Progetto operativo interregionale con funzioni di stimolo - ha spiegato -, ma non ne detiene le redini che sono nelle mani delle regioni. Se i fondi si muovono con difficoltà non dipende certo dal Mibac". II sottosegretario al Ministero per i Beni e le attività culturali, Francesco Giro, ha fatto pervenire al convegno un messaggio nel quale sottolinea "il ruolo decisivo della cooperazione istituzionale e tecnica fra Mibac e amministrazioni che si occupano di sviluppo". Una cooperazione che va rafforzata, aggiunge Giro, "perché l'atteso sviluppo delle regioni meridionali avvenga sia attraverso l'attrazione di flussi turistici di qualità, quali sono quelli culturali, sia, soprattutto, attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini del Mezzogiorno del valore del patrimonio del loro territorio e del dovere di tramandarlo alle future generazioni". Giampiero Marchesi, dell'Unità di valutazione degli investimenti pubblici presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, ha osservato: "I Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno dimostrano come si possano fare progetti di sviluppo basati su risorse culturali". Fondamentale seguire a questo scopo alcune linee guida. "Va ridiscussa la frammentazione e l'intervento diffuso a favore di una selezione che permetta di concentrarsi su posti specifici - ha spiegato Marchesi -. Non si può intervenire su tutto e ovunque ma bisogna assumersi la responsabilità di dire sì o no". E sui sette Poli museali pronti, Marchesi ha aggiunto: "Sono già appaltabili. Con 135 milioni di euro possono partire da gennaio. Noi il nostro compito lo abbiamo svolto, adesso la palla passa ai decisori pubblici che dovranno decidere se realizzarli o meno". Paolo Leon, docente di Economia pubblica all'università di Roma Tre, ha invece presentato i risultati di un'analisi di competitività dell'offerta museale del Mezzogiorno e di benchmark comparativo con musei anche esteri, che ha coinvolto dodici musei italiani ed europei. Stefano De Caro, direttore generale per le Antichità del Mibac, ha invece rimarcato sia l'importanza di "progettare oggi scenari che inevitabilmente si presenteranno in futuro", sia di "intergare i musei nelle politiche scolastiche in modo da creare e stimolare interesse non solo nei turisti stranieri ma nel nostro' pubblico".