(ASCA) - Bari, 12 nov - "E' a dir poco singolare che il presidente Schittulli parli ai giornali di un 'Piano per la Puglia' da programmare intorno a un tavolo con Vendola e Emiliano e non si preoccupi di convocare un tavolo con la maggioranza che lo ha fatto eleggere e lo sostiene, il cui disagio e il cui malumore e' ormai evidente". Lo afferma in una nota il consigliere e coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco. "Fa piacere leggere dichiarazioni roboanti del presidente della Provincia di Bari - spiega Greco - anche se ci piacerebbe sapere quante risposte concrete sono state gia' date alle esigenze dei cittadini: se la priorita' e' il lavoro, come e' giusto che sia, allora racconti Schittulli quanti posti di lavoro ha creato in questo anno e mezzo o che cosa ha messo concretamente in campo con i 'molti poteri' che dice di avere". "Il tavolo che gli proponiamo di aprire con la sua maggioranza - prosegue - e' molto meno fumoso di quello che dice di voler aprire con Vendola e Emiliano: meno fumoso e piu' concreto. Prendiamo il programma elettorale e vediamo che cosa e' stato fatto degli impegni presi con gli elettori: per esempio sulla riorganizzazione del sistema della formazione professionale, sul ruolo dei Centri territoriali per l'impiego, sul collocamento delle persone diversamente abili, sul raggiungimento del 'traguardo europeo del 60 della occupazione femminile"'. "Quanti investimenti sono stati intercettati in favore delle nostre imprese? - chiede il consigliere -. A che punto e' il fascicolo dell'edificio scolastico? E il Museo archeologico? E la Pinacoteca, l'Acquario, la valorizzazione della fascia costiera, dei centri storici, delle masserie fortificate? E l'offerta turistica destagionalizzata? Per non parlare della realizzazione di mercati del prodotto locale, i Farmer's market, per sostenere l'agricoltura". "Spiace che il presidente Schittulli meni il can per l'aia - precisa - parlando perfino di giustizia, come se la Provincia o la Regione avessero qualche competenza nel settore, o minacciando continuamente le dimissioni: alle quali dopo un anno e mezzo di ripetute minacce non crede piu' nessuno, e anzi il rischio e' che siano i cittadini a dimissionare una amministrazione che non dovesse essere in grado di mantenere neppure un minimo delle promesse della campagna elettorale". rescamalf (Asca)