«Venezia, ho suggerito io di promuovere Magani». «Zaia su Pompei? Un'utile gaffe» Oggi buona parte dei musei italiani osserverà un orario ridotto per aderire alla "mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura", promossa da Federcultura, Anci e Fai; le istituzioni veneziante, in particolare, apriranno con un'ora di ritardo, ma in altre zone d'Italia la chiusura sarà totale. Si tratta di una protesta contro la riduzione del bilancio del ministero ai beni culturali, che negli ultimi 5 anni ha visto diminuire di oltre il 22 (da 2201 milioni di euro del 2005 a 1710 del 2010) le sue risorse; e per il prossimo anno il taglio sarà di un altro 16, ritoccando al ribasso quello 0.2 del bilanzio statale che, come ricorda Roberto Ippolito nel libro "Il Bel Paese maltrattato" (Ed. Bompiani, 18), relega l'Italia ai livelli più bassi della graduatoria europea, nonostante abbiamo il primato mondiale dei siti Unesco da salvare. E i risultati (Pompei docet) si vedono. Di tutto questo parliamo con Vittorio Sgarbi (autore del recente "Viaggio sentimentale nell'Italia dei desideri", vedi sotto) che nella vicenda di Pompei ha sostenuto il ministro, e sulla gestione dei musei ha idee molto particolari. «Oggi è meglio fare il soprintendente che il ministro - attacca il critico - perchè il ministro non ha soldi ma è responsabile di tutto, mentre i soprintendenti hanno i soldi ma possono anche lamentarsi». In che senso hanno i soldi? «Hanno i soldi bloccati in grandi operazioni di restauro che non si faranno mai, e così trascurano l'ordinaria manutenzione. Prendiamo il caso di Venezia, che per merito mio quand'ero sottosegretario ora ha l'autonomia amministrativa (come le altre soprintendenze speciali d'Italia) e si tiene i soldi che incassa: nei mesi in cui sono stato là arrivavano i funzionari e mi dicevano "dobbiamo restaurare le cornici ma non abbiamo i soldi". Così ho fatto trasferire due milioni di euro dal restauro del Museo d'arte orientale alla manutenzione. Cosa me ne faccio, sennò, a novembre di 7-8 milioni di euro a bilancio, come faccio a spenderli in un mese? Lo stesso avviene a Pompei: 80 milioni di euro bloccati! Ma ci rendiamo conto?» Ci sarà un blocco ministeriale, immagino... «Ma è ovvio che se questi soldi non li spendi lo Stato se li prende lui. Il blocco è soprattutto psicologico, di chi deve decidere e non lo fa». É un fatto però che l'Italia spende meno degli altri paesi europei per la cultura e che i musei sono allo stremo... «Se consideriamo anche i soldi che arrivano alla cultura dagli enti locali non siamo tanto lontani dalla spesa della Francia. Il problema però è che da noi la politica considera ancora la cultura un costo e non il nostro maggiore patrimonio economico». Come se ne esce? «Io ho una proposta: bisogna creare un unico ministero che metta insieme il Tesoro, i lavori pubblici, lo sviluppo economico, i beni culturali e il turismo. In questo modo non ci sarebbero più i contrasti che ci sono adesso, e finalmente si comprenderebbe che spendere per la cultura è un investimento economico». E cosa ne dice di Zaia che parla di "rovinassi" a proposito del crollo di Pompei? «Una gaffe "sgarbista", brutale ma efficace, che ha indotto però Berlusconi a tirare fuori 300 milioni per il Veneto. Detto questo, è anche il sintomo dell'ignoranza di quel rapporto tra cultura ed economia che vale anche per Tremonti». E del suo ritorno a Venezia che dice? Si sospetta che Bondi abbia promosso Fabrizio Magani e Isabella Lapi per toglierle di mezzo due concorrenti... «Torno a fine novembre. Quanto ai due colleghi, c'era un problema, e io che pure non sono un amministrativo ho proposto la soluzione: siccome la Corte ha stabilito che erano idonei a ricoprire il posto che il ministro aveva assegnato a me, ho suggerito al ministro di proporre loro una collocazione di prestigio, in cui la loro idoneità fosse riconosciuta».