Il loro codice impenetrabile servì a vincere nel Pacifico Ora quella missione rischia di finire nel dimenticatoio Dopo 65 anni i pochi sopravvissuti hanno sfilato in divisa durante il Veterans Day I reduci vorrebbero un sito per ricordare limpresa I finanziamenti, però, non arrivano La lingua perduta dei Navajo fu larma segreta che salvò i soldati dAmerica. Ma dopo settantanni gli ultimi eroi di quella guerra sconosciuta aspettano ancora giustizia. E non ci vuole chissà quale saggezza indiana per capire che il tempo a disposizione è poco. «Tutti hanno diritto a vedere onorato il loro sacrifico, tutti hanno il dovere di conoscere la nostra storia: ma quanto potremo resistere noi vecchi?». Il grido di Keith Little, il capo dei sopravvissuti, spiega tutto. Ci sono voluti settantanni per onorare anche questi guerrieri sconosciuti nella Giornata dei Veterani che lAmerica ha celebrato proprio ieri: gli ultimi Code Talkers hanno sfilato a New York e sono stati applauditi sotto la campanella di Wall Street. Ma il sogno di Keith è un altro: inaugurare finalmente quel museo che potrà raccontare la storia incredibile che trasformò questo gruppo di nativi, abbandonati in una delle riserve più povere, nel manipolo di guerrieri che utilizzò il codice militare più impenetrabile della storia. «Molti di noi non sanno neppure che i nostri genitori erano degli eroi», dice Yvonne Murphy, la segretaria dellAssociazione dei Code Talkers. Sì, dopo essersi servito di loro, il Pentagono abbandonò i navajo al proprio destino, proibendo di svelare il segreto che custodivano. Soltanto nel 1968 la Difesa aprì i suoi archivi e svelò al mondo la verità. La guerra fu vinta anche grazie ai Navajo. Fu il loro codice che permise alle truppe americane di comunicare nelle sperdute isole del Giappone. Fu quella lingua perduta lunica a funzionare nei giorni della battaglia di Iwo-Jima. «Codice Navajo» è diventato anche un film di John Woo, con Nicholas Cage. Ma la tribù aspetta ancora di vedere celebrata la sua memoria. I nativi hanno la terra. Ma la nazione non ha certamente il denaro per affrontare la costruzione del museo. Altri sono i record di questo stato nello stato ritagliato tra Arizona, Utah e New Messico: per esempio, il primato assai poco invidiabile della più grande e più inquinante centrale a carbone di tutta America, Four Corners. Dove trovare adesso i 42 milioni di dollari necessari al progetto? Per ora, spiega Usa Today, le speranze sono affidate alla grande raccolta di fondi appena lanciata: basterà a salvare i soldati Navajo? Qui si misura la generosità di "Ne-He-Mah", letteralmente "la nostra madre", cioè lAmerica nella lingua segreta di quel codice che - racconta Geoffrey Wawro dellUniversità del Nord Texas - contribuì a salvare molte vite. Senza quelle comunicazioni segrete, spiega lo storico, sarebbe stato impossibile agli americani comunicare nelloffensiva del Pacifico, costretti a difficili atterraggi su quegli isolotti perduti, dove non potevano tirarsi dietro ingombranti equipaggiamenti. Ironia della storia, la missione era così segreta che i Navajo, per somiglianza fisica, venivano sovente scambiati per giapponesi, e il Pentagono dovette affiancare un marine per proteggere ogni Code Talker. Per di più, la segretezza delloperazione, e lignoranza di tanti nativi coinvolti, contribuì a far perdere agli stessi nativi limportanza della loro missione. E di quella lingua che aveva salvato lAmerica. «E pensare», dice oggi Frank Chee Willeto, «che quando a scuola parlavo navajo la maestra mi costringeva per punizione a tenere in bocca una saponetta». Dei 400 Code Talkers schierati in guerra, oggi sarebbero meno di cento i sopravvissuti. Alla fine del conflitto furono tutti abbandonati al loro destino, in quella riserva flagellata da malattie sconosciute al resto dAmerica, la tubercolosi in testa. Certo da allora molte cose sono cambiate. Il popolo protagonista a metà Ottocento della mitica e tragica Lunga Marcia, quella che lo strappò dai suoi territori per rinchiuderlo nella riserva attuale, questanno ha rischiato di eleggere il suo primo presidente donna, Lynda Lovejoy, protagonista fra laltro proprio di una battaglia ambientalista contro quelle centrali al carbone che stanno assassinando la sua gente. Peccato però che Lynda non ce labbia fatta. I 200mila navajo hanno scelto un vecchio volpone della politica di qui, già inseguito da varie accuse criminali. "Ne-he-mah", la grande madre, naturalmente gode. Lo sfruttamento può continuare: lonore dei vecchi Code Talkers può attendere.
NEW YORK Un museo senza fondi lultimo affronto
Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la seconda guerra mondiale. Fu utilizzato per comunicare durante la battaglia di Iwo-Jima. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico. Il codice Navajo fu utilizzato per comunicare durante la guerra del Pacifico.
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