Altri due piccoli crolli di mura. Scalera: ora una legge speciale per il sito Visita della commissione Cultura della Camera, presenti in dieci Granata rompe il fronte pro-Bondi "Il ministro ora si assuma le sue responsabilità" POMPEI - Un "teatro" politico-mediatico e uno reale, fatto di muri che crollano. Ieri Pompei ha vissuto unaltra giornata concitata, con la visita di una delegazione della Commissione cultura della Camera, la sfiducia a Bondi chiesta dal Pd, e, dallaltra parte, il cedimento di altri due muri. I temporali di questi giorni accelerano la caduta di calcinacci impregnati dacqua dalle tante brecce aperte nelle fragili murature pompeiane. È caduto un muretto di circa un metro di altezza alla fine del vicolo del Citarista, vicino ai nuovi edifici di San Paolino dove dovrebbe trasferirsi la soprintendenza. Il muro, che delimitava uninsula non ancora scavata nella Regio I, era stato rifatto recentemente con pietre antiche che, dice la soprintendenza, «era stato scalzato dalla radice di un albero». Laltro muro era nella Regio IX al civico 10. «I cedimenti - ha detto il direttore degli Scavi Varone - si devono alla malta che ormai non è più coesa con la muratura». Ma ha aggiunto che sono già cominciati gli interventi di ripristino, e ce nerano programmati anche per il muro caduto tre giorni prima della Schola Armaturarum, il cui crollo «niente poteva far presagire». Ieri a Pompei, un po per i visitatori illustri dal Parlamento, un po per lattenzione mediatica seguita al crollo della Schola dei gladiatori, era in corso unoperazione di maquillage a tutto campo. Oltre cento operai al lavoro per mettere in sicurezza con transenne e delimitazioni i punti dolenti della città distrutta dal Vesuvio. Piena attività anche per tosaerba e potatori, e fognatori per lunico canale sempre otturato nella zona di via dellAbbondanza. Mentre sul terrapieno della Casina DellAquila le scavatrici creano le canalizzazioni per lacqua, tanto quella delle perturbazioni quanto quella dellirrigazione dei campi. La Commissione cultura della Camera ha disposto un immediato sopralluogo alledificio distrutto. «Prendiamo atto - ha detto la presidente Valentina Aprea (Pdl) - che bisogna implementare anzitutto gli interventi di tutela oltre a quelli di servizi, anchessi doverosi. La manutenzione rappresenta quindi la priorità e lo strumento della Fondazione proposta dal ministro Bondi, alla quale lo stesso Caldoro vuole partecipare, può essere daiuto». La parte del "gladiatore" dellopposizione lha fatta il finiano Fabio Granata. Berretto di lana blu, lesponente del Fli annuncia che «non andrà a rimorchio di altre iniziative», commentando la mozione di sfiducia degli oltre 200 parlamentari di Pd e Idv. «Abbiamo dubbi sulla fondazione - aggiunge Granata - contestiamo anche la visione dellemergenza che non tiene conto che avere senso dello Stato è rimettere in piedi il patrimonio dando la priorità alla tutela. Bondi invece ha deciso in proprio per percorsi sensoriali e degustazioni di mozzarella. Siamo favorevoli ai privati, ma non a una teorizzazione della managerialità che non ha né sapienza né conoscenza. Così si passa allaltro estremo. Il Mibac deve riassumersi competenze che non possono essere delegate». La soprintendente Jeannette Papadopoulos con il suo predecessore Proietti in rappresentanza del ministro e il direttore Varone, ha accompagnato nel sopralluogo la commissione. I sette (su dieci) rappresentanti del Pdl - con la presidente Aprea, Elena Centemero, Emerenzio Barbieri, Giancarlo Mazzuca e Renato Farina - hanno stigmatizzato il disastro ma sono stati compatti nella difesa dufficio del ministro. Giuseppe Scalera ha annunciato che sarà «primo firmatario di una legge speciale per Pompei». «Quando si punta sulla valorizzazione sganciata dalla tutela si fa marketing - ha osservato Eugenio Mazzarella, uno dei due parlamentari campani, insieme a Scalera - Ma si rischia di valorizzare il vuoto, perché tra non molto potrebbe non restare niente». A Roma, intanto, al Pd larcheologo responsabile Cultura del Pd, Matteo Orfini, stigmatizza con foto luso di mezzi meccanici mai visto su uno scavo archeologico (Casa dei Casti Amanti) e spese inutili, come il raddoppio del sito internet di Pompei, ma Fiori smentisce tutto. Lex soprintendente Pier Giovanni Guzzo, intervenuto alla conferenza stampa, ribadisce che «lallarme per i possibili crolli delle rovine di Pompei era conosciuto sin dal 1997, anno in cui fu realizzato un primo studio sullo stato dei monumenti, poi aggiornato nel 2005. La relazione ha consentito un intervento sul 30 per cento dei monumenti». Nello studio "Il Piano per Pompei" la Schola dei gladiatori era segnalata in condizioni "mediocri".
NAPOLI - Task force per Pompei, 100 operai al lavoro
Il crollo della Schola dei gladiatori a Pompei è stato un evento catastrofico che ha causato la morte di molti persone. La scuola era stata costruita nel 79 d.C. e aveva una struttura in pietra che non era stata progettata per resistere a eventi naturali come l'eruzione del Vesuvio. Il crollo è stato causato da una combinazione di fattori, tra cui la malta che non era più coesa con la muratura, la mancanza di fondamenta solide e la scarsa attenzione alla manutenzione. Il crollo ha anche causato danni significativi alle rovine di Pompei, che sono state danneggiate da calinacci e acqua.
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