Bisogna intervenire rapidamente perché la messa in sicurezza dei solai non è mai stata completata Sinora non credo che siano stati spesi più di trenta milioni su un totale di circa duecento «Solo se il Comune paga si potrà dare una accelerata ai lavori per il consolidamento dei solai dellAlbergo dei poveri». Gianfranco Pomicino, uno dei direttori centrali di Palazzo San Giacomo, non parla in burocratese e mette il dito nella piaga rafforzando lallarme scattato in seguito alla denuncia della precarietà statica delle strutture delledificio costruito dallarchitetto Fuga. Il pericolo che i solai crollino, quindi, è reale? «Non credo, ma è vero che bisogna intervenire con urgenza anche perché la messa in sicurezza dei solai non è stata mai completata». Quanti soldi sono stati spesi finora? «Non credo più di trenta milioni su un totale di circa duecento». Le possibilità di uscire dallimpasse sono, al momento, scarse e allinterno della monumentale fabbrica di piazza Carlo III, si tocca con mano una situazione di profondo disagio. Che coinvolge le tre ditte esterne che ancora lavorano, sia pure a scartamento ridotto, e perfino gli architetti che soprintendono al progetto di recupero affidato al consorzio diretto dal professore Giorgo Croci e dallarchitetto Didier Repellin, che confessano di non ricevere compensi dal 2008. Il titolare di una delle tre imprese che lavorano, sia pure a ranghi ridotti, conferma: «Da molti mesi non vediamo un euro - dice Giuseppe Valentino che sta completando gli esterni del lotto D, lunico in cui la ristrutturazione è a buon punto - ma cè ancora tempo per il completamento degli esterni». Questo significa che il trasferimento dello Stoà - il Centro di formazione del Comune - da Villa Campolieto allAlbergo dei poveri, slitterà ancora e non avverrà più a gennaio come era stato promesso, ma, nella migliore delle ipotesi a marzo, nonostante gli interni siano stati completati e siano arrivati perfino i mobili che arrederanno gli uffici. «Lo Stoà si sposterà in primavera - precisa lingegnere Pomicino - sempre che la situazione finanziaria si sblocchi». Gli altri cinque lotti, invece, sono fermi e quello interessato dal pericolo di crolli è stato ingabbiato, ma le preoccupazioni restano, anzi sono aumentate per effetto delle infiltrazioni dovute alla pioggia. La precarietà coinvolge anche le altre zone abitate della estesa fabbrica. Alle spalle della facciata abitano, ad esempio 80 famiglie: il progetto di restauro dellAlbergo dei poveri prevede interventi di recupero anche per questi appartamenti, ma i lavori non sono mai iniziati. Funziona, invece, la palestra "Kodokan" che ospita anche le riunioni del gruppo di volontari che fa capo a padre Alex Zanotelli. E funziona anche lo spazio accordato al Napoli Teatro Festival che, anzi, vorrebbe espandersi. «Lelenco degli enti che vorrebbero essere ospitati - conclude Pomicino - è molto lungo, ma non sono state prese decisioni». Attendono risposte la polizia, i carabinieri, il San Carlo, la Federico II e, soprattutto, non è stata presa in considerazione la proposta di Mariano Rubinacci che voleva dare vita, allinterno del Palazzo, al Museo della sartoria.
NAPOLI - Sos dallAlbergo dei poveri "Lavori urgenti, il Comune paghi"
Il Comune di Napoli non ha ancora completato la messa in sicurezza dei solai dell'Albergo dei poveri, costruito dall'architetto Fuga. La struttura è stata costruita con un budget di circa 200 milioni, di cui solo 30 milioni sono stati spesi. Il direttore Gianfranco Pomicino rafforza l'allarme sulla precarietà statica delle strutture e chiede l'intervento urgente. Le tre ditte esterne che lavorano sul progetto di recupero non ricevono compensi dal 2008. Il progetto prevede interventi di recupero anche per gli appartamenti abitati alle spalle della facciata, ma i lavori non sono mai iniziati.
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